Terremoto in casa Dem

Scricchiola il Pd: Cecilia del Re lascia e si porta via gli iscritti. Cosa succederà alle Comunali?

Del Re: "Il Pd cittadino ha voluto fare a meno di noi. Aperti al confronto e al dialogo con tutte le forze del centrosinistra"

Scricchiola il Pd: Cecilia del Re lascia e si porta via gli iscritti. Cosa succederà alle Comunali?
Pubblicato:

Ci eravamo tanto amati. E' proprio il caso di dirlo dopo l'uscita di Cecilia Del Re dal Partito democratico. Una scelta, per così dire, scontata e naturale, maturata già quando Dario Nardella aveva deciso di cacciarla dalla Giunta. Poi si sono messe di traverso le primarie mai fatte e la scelta di candidare Sara Funaro alle prossime amministrative.

Un rapporto andato in crisi e che non ha mai più risalito la china. Non sono bastati nemmeno gli abbracci di Sara Funaro a fine assemblea Pd, dopo la proclamazione a candidata Dem a sciogliere il ghiaccio, diventato ormai un iceberg.

Sara Funaro, candidata Pd alle Comunali 2024

Così, Cecilia Del Re ha deciso di chiudere definitivamente la porta perché "Il Partito democratico di Firenze ha scelto la chiusura invece della partecipazione, la prepotenza invece dell’ascolto e del dialogo, la paura al posto del coraggio". Nasce la sua lista civica, Toscana Democratica.

Arrivederci e grazie.

"Abbiamo atteso che si aprisse un dialogo politico, sui temi e sulle idee, a cui pure abbiamo cercato di contribuire, ma lo abbiamo fatto invano - ha detto Del Re, spiegando alla stampa le sue ragioni -  Il Pd ha voluto fare a meno di noi in tutto questo percorso e a noi non resta che prenderne atto.

Una chiusura e un’autoreferenzialità che non è stata scalfita nemmeno dall’intervento del delegato della Segreteria nazionale, da noi coinvolto per cercare una soluzione, ma che si è trovato davanti nessuna disponibilità a mettere in discussione scelte preconfezionate. Lo stesso atteggiamento di chiusura dimostrato al proprio interno, questo Pd l’ha replicato anche verso i fiorentini e gli elettori del centro sinistra, ritenuti non più in grado di scegliersi il loro candidato/a sindaco/a".

E' il giorno della spaccatura e del non ritorno. A segnare il futuro anche la fuoriuscita in Consiglio comunale di tre consiglieri: Leonardo Calistri, Stefano Di Puccio, Massimiliano Piccioli. Con loro anche 12 eletti nei quartieri.

Un rumore che fa tremare i vetri di Palazzo Vecchio

"Restare in silenzio a questo punto - ha detto Del Re - avrebbe significato rendersi complici di un sistema che rappresenta un precedente pericoloso non solo per il PD Firenze, ma in generale per il Partito Democratico, al cui destino nazionale vogliamo ancora credere. Non ci sono quindi più le condizioni per riporre fiducia in chi oggi “detiene” il PD a Firenze".

E poi ancora.

"Non vogliamo e non possiamo tuttavia disperdere le energie di questi ultimi mesi – aggiunge Del Re -, e riteniamo importante essere ancora presenti in città per garantire una pluralità di voci e per combattere l’astensionismo: il sentimento di rassegnazione è ciò che più ci spaventa perché ha preceduto da sempre i periodi più bui della storia delle nostre democrazie.

È il momento di “fare rumore”, un rumore costruttivo e propositivo, non di stare ferme/i e zitte/i. Insieme ad un gruppo di eletti in Comune, nei Consigli di quartiere e a membri della società civile, daremo quindi vita ad una lista civica di centrosinistra nella quale far confluire le forze vive della città. Un laboratorio di idee e proposte per Firenze e per la sua area metropolitana aperto alla partecipazione di tutte e tutti".

Dalla segreteria Dem prove di dialogo

Ma se la decisione di Del Re è definitiva, in casa Dem tendono comunque la mano alla ribelle del partito.

Ad intervenire sono Emiliano Fossi, segretario regionale Pd Toscana, ed Andrea Ceccarelli, segretario Pd Firenze, sottolineando quanto lavoro è stato fatto in questi mesi per cercare di ricucire.

"La nostra comunità ci chiede sempre unità, anche nel rispetto delle differenze - hanno evidenziato -  Per questo lasciare il Pd è prima di tutto una grave mancanza di rispetto per la nostra comunità. Appaiono davvero surreali poi le motivazioni addotte: perché in questi ultimi mesi con Cecilia ed una delegazione da lei invitata abbiamo avuto già diversi incontri nel corso dei quali abbiamo più volte manifestato la massima disponibilità a costruire percorsi condivisi in vista delle prossime elezioni amministrative.

Emiliano Fossi, segretario Pd Toscana

Durante queste occasioni di incontro era presente anche una rappresentanza della segreteria nazionale che ci ha accompagnato in questa fase importante e delicata. L'ultimo incontro con Cecilia Del Re risale al 20 dicembre, giorno in cui abbiamo rinnovato la nostra disponibilità nel trovare un equilibrio nell'ottica di costruire insieme il futuro di Firenze.

Per questo leggere le motivazioni elencate davvero ci lascia senza parole. Ma ciò nonostante rimaniamo disponibili al dialogo: le porte del Pd rimangono aperte, perché non esistono fratture insanabili".

Ma quella della dissidente è una scelta netta, che fa scricchiolare anche la maggioranza in Palazzo Vecchio e che spiana la strada alle amministrative ad una corsa tutta tra donne (Sara Funaro, Stefania Saccardi e appunto Cecilia Del Re).

Intanto a guardare alla finestra, al momento solo da spettatore, c'è sicuramente Matteo Renzi, che nelle scorse settimane aveva fatto appello alla Del Re a partecipare alle primarie insieme alla vicepresidente in Regione, Stefania Saccardi.

Stefania Saccardi, candidata Italia Viva Comunali 2024

E Del Re sembra sia disponibile. O perlomeno, "a far parte anche di una possibile coalizione con altre forze civiche e politiche ancorate nei valori del centrosinistra".

Seguici sui nostri canali