LA GUIDA

Come ristrutturare casa gratis: il nostro approfondimento

Attraverso i vari capitoli diamo uno sguardo a tutto tondo ai bonus per la ristrutturazione della casa, ma sentiamo anche cosa ne pensano e cosa consigliano vari esperti del settore, dall’amministratore di condominio subissato di telefonate nelle ultime settimane, all’imprenditore edile fino alle aziende che da anni si occupano proprio di quegli impianti in cui gli incentivi saranno del 110%.

Come ristrutturare casa gratis: il nostro approfondimento
Firenze, 19 Giugno 2020 ore 09:06

Vi riproponiamo qui uno degli approfondimenti più letti di Bisenziosette, Chiantisette, Valdesasette e il Giornale di Pistoia e della Valdinievole, nelle ultime settimane.

Due pagine (nel nostro settimanale cartaceo) uscite il 5 giugno e che hanno riscontrato molto interesse da parte dei lettori. Attraverso i vari capitoli diamo uno sguardo a tutto tondo ai bonus per la ristrutturazione della casa, ma sentiamo anche cosa ne pensano e cosa consigliano vari esperti del settore, dall’amministratore di condominio subissato di telefonate nelle ultime settimane, all’imprenditore edile fino alle aziende che da anni si occupano proprio di quegli impianti in cui gli incentivi saranno del 110%.

Come ristrutturare casa gratis

Dal “verde” alle modalità possibili per abbattere l’inquinamento, dai Btp Italia che hanno riscosso un notevole successo in tutta Italia (come documentato anche dai nostri settimanali nel precedente numero) ai “bonus” che saltano fuori come funghi, il Governo sta attuando numerose misure per far ripartire l’economia del paese verso la “Fase3” post-epidemia da coronavirus.
Nel “Decreto Rilancio” c’è un tassello molto importante che riguarda le nostre case: dal 1° luglio – e fino al 31 dicembre 2021 – c’è la possibilità di ristrutturare la propria abitazione praticamente in maniera gratuita con l’ “Ecobonus”, perché comunque dovrà essere incentivato il risparmio energetico, stanziato al 110%. Un modo per far ripartire il mondo che gravita intorno al mattone.
E’ opportuno, però, fare una breve carrellata su come muoversi all’interno di questa selva di decreti, scritti nero su bianco da pochi giorni sulla Gazzetta Ufficiale.
Come aderire allo sconto totale
Si potrà accedere all’Ecobonus 110% se si appronteranno lavori sulla propria abitazione relativi ad efficienza energetica, misure antisismiche, recupero o restauro della facciata degli edifici esistenti (col bonus facciate), installazione di impianti solari fotovoltaici, installazione di colonnine per la ricarica di veicoli elettrici. In questo modo si potrà avere l’utilizzo diretto della detrazione di imposta sia sul credito d’imposta che un contributo sottoforma di sconto sul dovuto che potrà essere al massimo sull’importo della spesa fatturata.
Come comportarsi con le facciate
In questo campo bisogna muoversi attentamente fra le varie norme per non cadere in errore: l’agevolazione al 90% riguarda tutti i contribuenti e tutti gli edifici ubicati in zona A o B mentre per quello al 110% i limiti sono molto stringenti.
Vengono considerati, però, alcuni interventi trainanti: i “requisiti minimi” che ancora non sono operativi; l’installazione di impianti fotovoltaici ed eventuali relativi sistemi di accumulo (qui l’agevolazione è totale) col miglioramento di almeno due classi energetiche qualora non sia possibile arrivare alla classe più alta. Senza queste specifiche non si può arrivare al superbonus e, perché ci siano ampie possibilità di accoglimento, bisogna che nell’abitazione sia già presente un impianto di riscaldamento.
Le novità per il fotovoltaico
Da qui non si esce: per beneficiare del “superbonus” c’è da passare dal fotovoltaico oppure addentrarsi nel “sisma-bonus”. A livello energetico, con la detrazione Irpef ed Ires del 110% sul risparmio “qualificato”, bisogna puntare alla sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti e sull’isolamento termico. In questi casi gli interventi che possono beneficiare del bonus arrivano fino ad una spesa massima di 30mila euro. Sul fotovoltaico, invece, non si sgarra: già era presente la detrazione al 50% che ora sale al 110% con un limite di spesa di 48mila euro o, comunque, di 2.400 euro per ogni kW di potenza nominale che poi viene ripartito in cinque quote annuali. Con una prerogativa: l’intervento “gratis” scatta se, insieme, si passa al risparmio energetico “qualificato” o al sisma-bonus.
Cos’è il sisma-bonus?
Si rimane nella traccia già presente per precedenti interventi con forti agevolazioni per quegli edifici che si trovano in zone sismiche 1, 2 e 3 con l’aggiunta che, adesso, la detrazione spettante passa al 110%.
Gli sgravi fiscali, pertanto, riguardano gli interventi antisismici per mettere in sicurezza statica edifici abitativi delle tre zone sopradette fino ad un massimale di 96mila euro per unità immobiliare per ciascun anno (si prendono in considerazione le procedure autorizzate dopo il 1° gennaio 2017). Ma questa detrazione altissima, a differenza del passato, si applica anche in favore di acquirenti di nuove abitazioni relativi a ricostruzione di edifici demoliti per ridurne il rischio sismico. Tutte misure che possono essere adottate nei condomìni e da persone fisiche che detengono unità immobiliari al di fuori dell’esercizio di attività di impresa mentre, al momento, non è ancora chiaro se possa essere applicabile anche per stabili produttivi.
L’amministratore, al centro di tutto
Molte delle misure della maxi-detrazione riguardano i condomìni e, di conseguenza, è fondamentale il ruolo dell’amministratore che dovrà convocare quanto prima una assemblea per illustrare le possibilità da perseguire ed attivarsi quanto prima per capire come affidare, ed a chi, i lavori di ristrutturazione. Questa operazione, inoltre, consente di aggirare un problema notevole ovvero chi, all’interno dello stesso condominio, non aveva liquidità a sufficienza fra inquilini e proprietari per aderire a lavori di miglioramento infrastrutturale. Adesso però si volta pagina col credito d’imposta o lo sconto in fattura che vale per tutti i lavori e, altro scrupolo in più, ci sarà da far rispettare (con aggravio costi) tutte le norme di sicurezza anti coronavirus.
Il momento delle grandi ristrutturazioni sembra davvero essere arrivato e potrebbe essere una occasione, per molti, da cogliere al volo per dare una svecchiata alla propria abitazione e renderla più sicura a costo zero.

L’amministratore di condominio

Gli amministratori di condominio nelle ultime settimane sono stati subissati di telefonate. L’idea delle ristrutturazioni a costo zero piacciono eccome nelle nostre zone a leggere i numeri di chiamate che loro stessi hanno ricevuto.
«Siamo solo al decreto legge – ha spiegato Fabio Cintolesi della Ideal Gest di Carmignano – eppure l’interesse c’è, eccome. Addirittura, non da quando è uscito il decreto ma da quando ne è stato fatto l’annuncio dal Presidente Giuseppe Conte: nonostante non ci fosse nulla di definito (come del resto non c’è ancora) ho ricevuto in pochi giorni decine e decine di telefonate da persone interessate a ristrutturare in modo da poter prendere il bonus del 110%, ma non solo. Sono arrivate anche chiamate da tecnici del settore, come geometri, che si sono proposti. Insomma l’attenzione è stata altissima, soprattutto nei primi giorni. Quello che ho ripetuto a tutti è: attenzione e calma visto che è tutto in divenire. C’è un decreto legge di 464 pagine, che scade tra cinque mesi, e deve essere convertito in legge e poi devono arrivare i decreti attuativi. Insomma dal mio punto di vista ancora non siamo a nulla. Un decreto effettivamente annunciato in pompa magna che ha scaturito molto interesse questo sì, ma poi per adesso finisce qui. Secondo me non se ne parlerà per bene fino a luglio ma forse anche fino ad agosto. E’ la stessa cosa che ho detto ai tecnici che mi hanno chiamato per proporsi dicendogli che potevano inviare la documentazione che avevano ma, come previsto, non mi è arrivato niente. Quando avremo una normativa ben precisa si potrà partire, è quello che ho detto anche a tutte le persone di cui sono amministratore. Io vado avanti così, anche se molti sono partiti in quarta appena c’è stato l’annuncio. Ci sono anche società che si sono già dette disponibili a fare i lavori di ristrutturazione a costo zero prendendosi loro la cessione del credito: ripeto, per me è davvero troppo presto per qualsiasi tipo di considerazione perché, all’interno di questo decreto c’è parecchie casistiche per riuscire a individuare cosa si può fare, e come, che è troppo presto per agire.
Per ora sappiamo solo che per avere l’ecobonus bisogna fare tali miglioramenti alla casa da arrivare a una classe energetica di due categorie superiori a quella attuale ma non viene specificato con quali modalità: c’è da lavorare sugli infissi? Oppure va fatto anche il cappotto? Si possono fare interventi sul tetto?
Rimangono molte di più le domande che le risposte senza contare il fatto che magari si arriverà a luglio ed il decreto viene cambiato perché non ci sono le coperture finanziarie per renderlo attuabile. Si rischia che diventi come il bonus facciate dello scorso anno: non conosco nemmeno una sola persona che lo abbia fatto».

L’impresa edile

Claudio Gheri

Le prospettive per l’edilizia non sono mai state così buie. Oltre due mesi di stop con cui le imprese edili hanno dovuto fare i conti. Sono di nuovo loro le vittime della crisi, come nel 2008. Un netto calo della produzione, che adesso con il dl Rilancio si spera che possa ripartire. Ne abbiamo parlato con una delle storiche aziende di San Casciano in Val di Pesa, la Gheri Costruzioni. Dal 1890 sulla cresta dell’onda, del futuro dell’edilizia e più nello specifico dell’Ecobonus ne abbiamo discusso con uno dei tre fratelli Gheri, Claudio. Chiara la posizione: bene il dl Rilancio, ma servono meno tasse sulla prima casa. Solo in questo modo il mercato potrà realmente ripartire.

Per aiutare il settore dell’edilizia il Governo ha puntato sulla ristrutturazione. L’Ecobonus può dare un po’ di respiro al settore?

«Indubbiamente quando ci sono delle agevolazioni c’è anche una ripresa del mercato. La gente può essere invogliata a fare degli interventi. Per quanto ci riguarda abbiamo già avuto qualche telefonata in merito, ma al momento nulla di concreto».

Troppa confusione?

«Esattamente. Ancora non sappiamo bene come muoverci perché non è tutto chiaro. È indubbio che ad oggi chi può, dal punto di vista finanziario, o aveva in mente di fare qualche intervento, in questo modo ha qualche motivazione in più. Diciamo, però, che dal punto di vista pratico è tutto molto nebuloso. Come detto, non sono chiare nemmeno quali pratiche, dal punto di vista burocratico, ci siano da fare. Forse è presto per vedere quale sarà l’interesse delle persone».

C’è stato un periodo dove si è costruito tanto, poi è arrivata la morsa della crisi. Adesso a quale periodo storico siamo? Incombe l’incubo del 2008?

«Siamo fermi. Ancora non c’è quella ripartenza che ci si augurava. Il virus in questo ha inciso in modo tangibile. L’edilizia si deve sicuramente sbloccare. Forse questi incentivi favoriranno, ma quello che si dovrebbe realmente riaprire è il mercato».

Si spieghi meglio.

«Intendo il mercato immobiliare come la compravendita di immobili, che va al di là della ristrutturazione. Quest’ultima crea sicuramente movimento, ma penso che ci voglia più forza e coraggio».

Le ditte di impianti

Andrea Paoli

Nel nuovo decreto rilancio sono state aumentate le detrazioni fiscali per l’Ecobonus e per il Sismabonus, entrambi al 110%. In particolare il decreto parla di interventi antisismici sugli edifici, di impianti fotovoltaici, di sostituzione di impianti di climatizzazione con impianti centralizzati, di interventi di isolamento termico e di infrastrutture legate alla ricarica dei veivoli elettrici. Abbiamo perciò parlato con due ditte quarratine esperte in questo settore, Quarrata Impianti Snc e Innocenti Silvano Snc per avere un parere dei diretti interessati.
«Per ora ci stiamo ancora organizzando ma bisognerà aspettare che il decreto diventi attuativo – ha detto il titolare della Quarrata Impianti, Andrea Paoli – cioè il mese di luglio. Per ora non è ancora diventato una legge e ci sono delle difficoltà nel poter ottenere i rimborsi: infatti bisogna migliorare la classe energetica dell’edificio di due classi e non funziona per tutti nello stesso modo. Inoltre il 100% verrà reso ma in cinque anni. Molti si stanno già informando ma purtroppo per ora possiamo solo dire di aspettare che diventi attuativo».
«Non ci possiamo muovere in questo senso finché il decreto non sarà più chiaro, per ora c’è una grande confusione – ha affermato Tiziano Innocenti, titolare della Innocenti Silvano Snc – Ad ora, si potrebbe ricevere il bonus per la ristrutturazione solo con un miglioramento di due classi energetiche e quindi si tratterebbe di investimenti molto grandi da fare. Più semplice sarà, invece, ricevere il bonus per il fotovoltaico, perché è una fonte di energia rinnovabile. Il vero problema sarà la cessione del credito, punto sul quale il decreto non è stato chiaro e che dovrà essere certamente riaffrontato prima che diventi attuativo. Noi ci adatteremo alle norme ma abbiamo bisogno che i lavori che facciamo vengano pagati e quindi lo Stato dovrà regolarizzare anche la cessione del credito a terze parti. Ho parlato anche con le banche e mi hanno confermato che per ora nemmeno loro sanno come muoversi».

Turismo 2020
Top news
Glocal News
Foto più viste
Video più visti
Il mondo che vorrei
Gite in treno
Curiosità