GIRO DI VITE

Affitti brevi, stretta sui gestori non professionali: Airbnb tratterrà direttamente le tasse, si alza anche la cedolare secca

Firenze è la seconda città più cara in assoluto in tutta Italia per affitti e vendite di immobili: solo nel centro storico il 29% delle case disponibili passa per la nota piattaforma

Affitti brevi, stretta sui gestori non professionali: Airbnb tratterrà direttamente le tasse, si alza anche la cedolare secca
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Vivere e studiare a Firenze costa cara. Anzi, carissimo. Secondo immobiliare.it, Firenze è la seconda città più cara in assoluto in tutta Italia per affitti e vendite di immobili, con un aumento del 3,4%, dopo Milano e prima di Bologna e Roma. Il dato più significativo è che viene sfondato il limite di 4 mila euro al metro quadrato in media per comprare un alloggio nel territorio fiorentino. Numeri da capogiro per chi scegli il capoluogo fiorentino per vivere.

Ma mentre i prezzi schizzano alle stelle, c'è la stretta sugli affitti brevi. Il giro di vite del governo interessa da vicino anche Firenze. Infatti, il comune gigliato ha cercato di porre un limite al dilagare degli affitti turistici.

Cosa cambia con il 2024 per gli Airbnb?

Partiamo col dire che l'obiettivo è quello di disciplinare una materia complessa nell’ambito delle locazioni turistiche di breve periodo. Da qui, la decisione di far salire la cedolare secca al 26% dal secondo immobile affittato.

Non solo, Airbnb ha cominciato a trattenere automaticamente la cedolare secca del 21% direttamente dai compensi degli host per i soggiorni brevi, sostituendosi di fatto all'Agenzia delle entrate per il versamento dell'imposta. Adesso, gli host non professionali, cioè coloro che non possiedono una partita Iva, che affittano la propria casa (o parti di essa) sulla piattaforma per una locazione breve, dovranno sborsare direttamente a Airbnb la ritenuta fiscale del 21%.

Come detto , l'aliquota sale al 26% dal secondo immobile in affitto (sempre per locazioni brevi), ma gli host potranno scegliere su quale unità applicare il prelievo del 21%.

Le parole chiavi sono trasparenza. L'iniziativa non riguarda solo Airbnb ma anche Booking ed Expedia per tentare di arginare la disertificazione dei centri storici, sempre più il mano al turismo. Fattore quest'ultimo che incide anche sul costo degli affitti.

La scelta del comune di Firenze

Consultando il noto portale Airbnb alla ricerca di un weekend per due persone a Firenze, dal 20 al 22 gennaio 2024, c'è una scelta di oltre 1000 alloggi. I prezzi vanno dai 75 euro ai 128 euro. E il Comune ha provato a mettere un argine al dilagare degli affitti turistici nel centro storico, che creano problemi di convivenza con i residenti e, secondo l'Amministrazione Nardella, hanno innescato una "gravissima crisi abitativa": aver sottratto migliaia di appartamenti al mercato delle locazioni ordinarie avrebbe fatto schizzare in alto i canoni di affitto per studenti, giovani, famiglie e anziani.

Nel 2016 avevamo poco meno di 6.000 appartamenti inseriti su Airbnb, oggi ne abbiamo quasi 14.378. In questo lasso di tempo, il costo medio dei canoni mensili per le locazioni ordinarie (residenziali) è aumentato del 42%, passando dai 13,4 €/mq del 2016 ai 19 €/mq dello scorso agosto. Solo nell’ultimo anno, l’aumento è stato del 15,1%. Significa pagare, per una singola stanza, almeno 500 € al mese. Si è poi avuta una escalation dopo il Covid, quando la forza attrattiva delle piattaforme online e l’assenza di regole, unica alla redditività altissima dello sfruttamento turistico dell’alloggio privato, ha portato a questa situazione.

Non solo, ma secondo uno studio del prof. Celata, pubblicato sul Corriere della Sera, nel solo centro storico di Firenze il 29% delle unità disponibili è affittato sulla piattaforma Airbnb.

L'obiettivo è quello di garantire un adeguato equilibrio tra offerta abitativa turistica e offerta abitativa residenziale, calibrato sulle specifiche esigenze di ciascun territorio, in modo da eliminare tutti gli effetti distorsivi.

Come detto, a mettersi del suo ci ha pensato il Governo che nel testo, già trasmesso ai comuni, vuole regolare il fenomeno dei soggiorni-lampo esasperato dalle piattaforme digitali di sharing come Airbnb. La stretta era stata prefigurata fin da maggio, quando già si parlava di obbligo nei centri storici delle città metropolitane di affittare gli immobili per almeno due notti e anche di Codice identificativo nazionale, banca dati degli immobili ad uso abitativo messi in affitto a fini turistici e multe per mancato rispetto delle norme.

Nardella si era già messo avanti

La Giunta Nardella, prima, e il consiglio Comunale poi, avevano dato il via all'iter della delibera che vuole bloccare nuove attività di affitti turistici brevi nell’area Unesco di Firenze.

La norma non sarà retroattiva

“Ringrazio gli uffici del Comune che hanno fatto un lavoro egregio nel redigere la relazione introduttiva della delibera che motiva in modo dettagliato, puntuale e convincente le ragioni economiche, sociali e giuridiche che sono alla base di questo provvedimento - dichiara il sindaco Dario Nardella -, il che ci permette di essere abbastanza ottimisti sulla solidità giuridica di tutto il provvedimento.

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