LE NOTE DEI SINDACATI

Vertenza Qf-ex GKN, le note di Cgil, Fiom e Rsu: "Affermazioni azienda gravi e lesive. Siamo esterrefatti"

"Qf aumenta ogni giorno il sospetto di essere interessata solo ad una operazione immobiliare", tuonano. E intanto i lavoratori sono senza stipendio

Vertenza Qf-ex GKN, le note di Cgil, Fiom e Rsu: "Affermazioni azienda gravi e lesive. Siamo esterrefatti"
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Botta e risposta tra Gianluca Franchi, liquidatore di Qf, e i sindacati Cgil, Fiom e Rsu. I lavoratori sono adesso senza cassa integrazione ma anche senza stipendio. L'ultimo atto pochi giorni fa quando la stessa Qf aveva disertato il tavolo in Regione nel giorno del termine ultimo per pagare gli stipendi.

La nota congiunta di Fiom e Rsu

"Abbiamo appreso dai lavoratori QF/ex-GKN e successivamente dalle agenzie stampa di una nota a firma del liquidatore QF, Gianluca Franchi, nella quale dichiara che il sito di Campi Bisenzio non è accessibile in quanto ‘[...] esiste lo stato di occupazione perdurante senza soluzione di continuità [...]’ e della conseguente ‘[...] indisponibilità di organizzare e svolgere qualsiasi attività a ragione della inammissibile espropriazione del nostro diritto a disporre dei beni che costituiscono il patrimonio dell'azienda", si legge nella nota congiunta di Samuele Lodi, segretario nazionale della Fiom-Cgil, Stefano Angelini della Fiom-Cgil Firenze e le Rsu Fiom di Qf/ex Gkn.

"Consideriamo tali affermazioni gravi, lesive nei confronti delle persone che rappresentiamo, del territorio e delle istituzioni - hanno proseguito - . Ci troviamo di fronte ad un'azienda oggi in liquidazione volontaria che per due anni non è stata in grado di presentare un briciolo di piano industriale utile a far ripartire il sito di Campi Bisenzio. L'azienda volutamente omette la verità e utilizza come capro espiatorio il fatto che lo stabilimento non sia agibile, quando nei fatti non solo lo è, ma i lavoratori sono in assemblea permanente e in parte retribuiti direttamente dall'azienda per attività lavorativa".

"L’assemblea permanente in atto dal 9 luglio 2021 non ha mai determinato l’impossibilità di svolgere attività lavorativa né, come noto, il venir meno del diritto alla retribuzione. I lavoratori sono tutti a disposizione dal 2 gennaio 2024. Ieri dovevano essere pagati. A oggi l'unico piano industriale che conosciamo, che è stato già presentato alle istituzioni locali e nazionali, è quello dei lavoratori, perché quello dell'azienda non è mai pervenuto - hanno tuonato - . Se c'è una possibilità di rilancio industriale del sito la si deve alla determinazione dei lavoratori e alle sentenze del Tribunale del Lavoro di Firenze sui ricorsi presentati dalla Fiom, di cui l'ultima impone all'azienda di attivare tutte le procedure previste dalla Legge 234, utili alla reindustrializzazione".

Un comunicato duro conclusosi con un ulteriore attacco a Qf e alle sue intenzioni poco limpide. "Qf aumenta ogni giorno di più il sospetto di essere interessata solo ad una operazione immobiliare. Per questo, invece di stare ai tavoli a parlare di reindustrializzazione, la troviamo sulle veline Ansa a provocare. L'azienda, rappresentata dal liquidatore, venga ai tavoli istituzionali, si confronti con le Organizzazioni sindacali e le Rsu, senza ricatti individuali o collettivi, pagando le retribuzioni di gennaio 2024, tutte le spettanze arretrate, consegnando ai lavoratori le buste paga che trattiene dal novembre 2022 e favorendo tutte le soluzioni utili a far ripartire quel sito produttivo e ridare lavoro alle persone, utilizzando anche gli ammortizzatori sociali previsti dalla legge".

La nota di Cgil

"Leggiamo esterrefatti la nota del liquidatore di QF che imputa ai lavoratori ed alle organizzazioni sindacali l’impossibilità di procedere verso una risoluzione positiva della vertenza - ha commentato Cgil -. Come Cgil Toscana vogliamo quel che vogliono il territorio, i lavoratori e le organizzazioni sindacali di categoria: discutere della reindustrializzazione del sito. A questa discussione l'azienda contrappone un continuo attacco alla assemblea permanente, senza mai iniziare la discussione".

"Si difenda il sito da potenziali logiche speculative, e si appoggi il progetto industriale in campo, quello elaborato dalle stesse forze operaie. Chiediamo alla Regione un impegno fattivo per mettere fine a questo gioco al massacro attraverso un alto profilo di intervento pubblico, che chiami il Governo nazionale ad un’assunzione piena di responsabilità - hanno aggiunto - . Leggiamo in questi giorni ricerche da parte di Irpet sulla progressiva deindustrializzazione della nostra Regione e note dell’osservatorio sulla povertà che segnalano come la povertà morda e dilaghi. Salviamo il profilo industriale e manifatturiero delle nostre terre".

 

 

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