Rissa al peperoncino davanti a scuola

L'articolo era uscito sul Giornale di Pistoia e della Valdinievole lo scorso 9 novembre e la prossima settimana l'udienza proseguirà per capire come stanno veramente le cose.

Rissa al peperoncino davanti a scuola
Pistoia, 15 Gennaio 2019 ore 08:53

Un litigio sull’autobus della linea 5 davanti a una scuola elementare di Pistoia del 22 novembre 2016 è arrivato davanti al tribunale di Pistoia.

L’articolo era uscito sul Giornale di Pistoia e della Valdinievole lo scorso 9 novembre e la prossima settimana l’udienza proseguirà per capire come stanno veramente le cose.

Rissa al peperoncino davanti a scuola

Da una parte c’è chi parla di sputi e botte, dall’altra i testimoni hanno raccontato della paura per l’utilizzo dello spray al peperoncino dentro l’autobus stesso.
La prima a raccontare la storia è la parte offesa nel processo davanti al giudice di pace, ma i testimoni ascoltati sembrano aver ribaltato la situazione.
La querela arriva da S. D. V, 32 anni di Pistoia, che ha dichiarato di essere stata picchiata da una donna di origini marocchine ma per l’autista dell’autobus le cose non sarebbero andate così.

«Ero sull’autobus 5 con il mio ragazzo di allora L. I. Eravamo seduti nella parte in fondo al bus uno davanti all’altra quando improvvisamente sale una donna e si mette seduta accanto a me. Dopo poco mi sono accorta che continuava a fissare il mio ragazzo con un sorrisino. Lo ha fatto per un bel po’ quando poi lui a un certo punto le ha chiesto cosa volesse. Noi questa donna non l’avevamo mai vista. Lei non ha risposto e ha continuato a guardarlo e sorridere. Quindi ho cercato di attirare l’attenzione dell’autista del bus dicendogli che questa donna dava fastidio ma lui non ha reagito. Dopo poco visto che lei continuava così ho detto al mio ragazzo di spostarci e mi sono alzata per andare a sedermi più nel mezzo dell’autobus. E’ stato a quel punto, quando ero girata di schiena che il mio ragazzo mi ha avvertito che lei mi aveva appena sputato da dietro. Siamo andati a sederci più lontano, verso le porte dell’uscita. Poco dopo lei ha iniziato a suonare, credo abbiamo suonato in tutto tre volte, per chiamare la fermata. Quando mi si è avvicinata per uscire io a quel punto le ho sputato addosso a mia volta. Lei è scesa e subito dopo è risalita sul bus e a quel punto mi ha spintonata verso il fondo dell’autobus e ha iniziato a colpirmi in testa. Nessuno è intervenuto in mio soccorso, né gli altri passeggeri del bus né l’autista. Solo il mio ragazzo ho sentito che diceva a lei “Che fai picchi la mia ragazza” e poi deve essere riuscito a togliermela di dosso. Io avevo uno spray al peperoncino acquistato in un’edicola di Prato e l’ho tirato fuori. Lei a quel punto è indietreggiata e ha preso nuovamente la porta per andarsene, ho provato a spruzzare il peperoncino che alla fine però è finito per terra senza colpire nessuno se non un po’ me stessa. A quel punto l’autista ha richiuso le porte e noi gli abbiamo urlato di aprirle per seguire la donna e non perderla di vista mentre il mio ragazzo chiamava il 113. Scesi dal bus abbiamo visto che la donna si avvicinava alla scuola ed entrava. Poco dopo è nuovamente uscita e mi ha chiesto cosa volevamo».

La testimonianza del ragazzo

Subito dopo la 32enne di Pistoia è stato ascoltato il suo ragazzo di allora, L.I, 35 anni di origini rumene oggi residente a Sarzana.
Lui ha ribadito quasi le stesse identiche cose raccontate dalla sua ex:

«Questa donna si è messa a sedere e ha iniziato a fissarmi ma io non l’avevo mai vista. Le ho chiesto perché continuasse a fissarmi. Nel frattempo la mia ragazza è andata più volte dall’autista a spiegargli che questa donna ci stava dando fastidio».

L’unica cosa in più che ha raccontato il ragazzo rispetto alla sua ex è stata una frase che lei avrebbe detto alla donna di origini marocchine mentre scendeva apostrofandola con male parole e dicendole «Queste cose falle a casa con tuo marito non con il mio ragazzo».
Anche il ragazzo ha ribadito che nessuno è intervenuto ma che ha sentito dei lamenti solo quando è stato utilizzato lo spray al peperoncino.

Parla l’autista del bus

Dello spray ha parlato, interrogato come teste, anche l’autista del bus 57 di quel giorno, V. M, 47 anni residente a Pistoia.

«Quel giorno ho sentito litigare sul bus. Dallo specchietto ho visto queste due donne che si stavano battibeccando e più o meno frasi del tipo “non lo guardare, è il mio ragazzo” unite anche a qualche offesa. Era soprattutto la S.D.V. che offendeva l’altra donna di origine marocchina, lei la conosco perché tutti i giorni più o meno a quell’ora prende il bus e si ferma lì dove c’è la scuola per andare a riprendere la figlia all’uscita. Ho cercato di dire loro di farla finita. A quella fermata dopo aver richiuso la porta ho sentito gente urlare “apri apri”. Inizialmente non capivo il motivo, poi anche io ho iniziato ad avere qualche problema alla gola e mi bruciavano gli occhi. Era stato spruzzato questo spray al peperoncino e quando ho capito ho riaperto tutte le porte e siamo usciti tutti di corsa. Mentre eravamo sopra, prima che accadesse tutto questo, nessuno si è mai rivolto a me. Poi però siamo scesi e ho dovuto fermare la corsa. Ho visto questa donna di origini marocchine scendere e nemmeno rispondere alle offese che questa ragazza continuava a urlarle e poi la ragazza le è pure corsa dietro».

A precisa domanda l’autista ha sottolineato: «Non ho visto nessuno alzare le mani».
A questo punto starà al giudice di pace, il prossimo gennaio, decidere chi delle due donne abbia ragione.

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