Una lotta continua

In mille contro la precarietà, lo sfruttamento e i licenziamenti. Sesto Fiorentino si tinge di rosso

"La Piana è il cuore fondamentale del tessuto industriale del territorio: no alla rassegnazione, no alla deindustrializzazione, non possiamo permettercelo"

In mille contro la precarietà, lo sfruttamento e i licenziamenti. Sesto Fiorentino si tinge di rosso
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"Lavorare per vivere" recita uno dei tanti cartelli che hanno sfilato a Sesto Fiorentino, ieri 31 ottobre 2023. In mille coloro che hanno manifestato, partendo dal Cartonificio Fiorentino "contro i licenziamenti, la precarietà, lo sfruttamento" nella Piana fiorentina. La protesta indetta dalla Cgil di Firenze è un grido d'allarme per un'area come quella della Piana, appunto, che rappresenta quasi un terzo del Pil regionale.

Molte le criticità, hanno fatto notare i rappresentanti sindacali. E la lista è lunga. Legalità e lavoro precario e una sorte incerta per oltre 80 lavoratori del Cartonificio Fiorentino.

Poi ci sono i somministrati a rischio alla Electro System di Campi Bisenzio, il licenziamento dei 185 lavoratori della ex Gkn-QF, ed un aumento diffuso della cassa integrazione per il calo degli ordini internazionali in alcuni settori come quello della filiera della moda.

Tira una brutta aria hanno urlato in coro: chiusure, delocalizzazioni e nuove casse integrazioni.

Come detto, il corteo è partito davanti al Cartonificio Fiorentino per concludersi in piazza Vittorio Veneto. Qui si sono tenuti gli interventi di delegati, delegate, lavoratori e lavoratrici delle aziende della Piana fiorentina come Electro System, Qf-ex Gkn, appalti Mondo convenienza, Cartonificio Fiorentino (a cui si è aggiunta la testimonianza di un lavoratore straniero “liberato” dallo sfruttamento sul lavoro). A questi interventi sono seguiti quelli dei sindaci di Campi Bisenzio Andrea Tagliaferri, di Calenzano Riccardo Prestini e di Sesto Fiorentino Lorenzo Falchi, oltre a Valerio Fabiani (consigliere del presidente della giunta regionale per le crisi).

Perentorie le parole del segretario generale di Cgil Firenze, Bernardo Marasco,

"In questo territorio ci sono scricchiolii sul tessuto industriale ma senza industria non c’è qualità del lavoro e qualità sociale. La Piana è il cuore fondamentale del tessuto industriale del territorio".

E poi ancora: "Vogliamo combattere lo sfruttamento lavorativo: dobbiamo essere inflessibili. Non deve diventare un cancro che poi divora il territorio".

Le conclusioni sono state affidate al segretario generale di Cgil Firenze Bernardo Marasco, che ha detto:

“Siamo qui, insieme alle realtà del lavoro nella Piana, per lanciare un allarme: in questo territorio ci sono scricchiolii sul tessuto industriale ma senza industria non c’è qualità del lavoro e qualità sociale. La Piana è il cuore fondamentale del tessuto industriale del territorio: no alla rassegnazione, no alla deindustrializzazione, non possiamo permettercelo.

Vogliamo salvaguardare il lavoro, i posti di lavoro e il lavoro di qualità, ogni posto di lavoro perso porta un dramma sociale e un sapere, una conoscenza che scompaiono. E vogliamo combattere lo sfruttamento lavorativo: dobbiamo essere inflessibili su questo, non deve diventare un cancro che poi divora il territorio. Ringraziamo le istituzioni che ci hanno manifestato vicinanza, ed è inaccettabile che il Governo non faccia nulla contro la dequalificazione del lavoro e giochi a nascondino.

La piazza di oggi è l’antipasto dello sciopero generale contro la manovra che faremo a novembre, su parole chiave come lavoro, pace e antifascismo”.

Ha aggiunto Elena Aiazzi (segreteria Cgil Firenze, responsabile Cgil Piana): “Non ci piace l’aria che tira in questo territorio, tra nuove e vecchie crisi e aumenti di cassa integrazione. Vogliamo lanciare un appello al governo che si sta nascondendo e sta negando riforme su temi sociali come quelle su salario minimo e rappresentanza. Ringraziamo i sindaci e la Regione e li invitiamo a continuare a lottare al nostro fianco. Alla classe imprenditoriale, ai dirigenti delle multinazionali senza scrupoli diciamo che non ci siamo arresi e non ci arrenderemo, continuando a lottare uniti per la legalità e per il lavoro”.

Alla manifestazione anche i rappresentanti delle aziende in vertenza (ex Gkn, Mondo Convenienza e poi altre in supporto come Leonardo, Ginori 1735, Laika, Nuovo Pignone. Molte anche le istituzioni dai sindaci della piana fino ai rappresentanti della Regione Toscana. Uniti per una lotta giusta e coraggiosa.

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