deciderà il giudice

Dopo la querela a Egonu, il generale Vannacci le manda una lettera: "Italiana di cui essere fieri"

La campionessa di pallavolo lo ha denunciato dopo le affermazioni scritte nel libro Il mondo al contrario. L'udienza si terrà il prossimo giugno

Dopo la querela a Egonu, il generale Vannacci le manda una lettera: "Italiana di cui essere fieri"
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Sembra che per il generale Roberto Vannacci, candidato con la Lega alle europee, i problemi arrivino uno dietro l'altro. Prima la proposta delle classi separate con i disabili salvo fare poi dietrofront.

Adesso il generale corre ai ripari con la pallavolista della nazionale dell’Italia, Paola Egonu con una lettera aperta in seguito ad una querela dell'atleta, che lo ha denunciato dopo le affermazioni scritte nel libro “Il mondo al contrario”. A Lucca è in corso, infatti, il processo.
Ma riavvolgiamo il nastro.

La 25enne star del volley azzurro era stata chiamata in causa dal generale, oggi, come detto, candidato alle elezioni europee con la Lega, in un passaggio che per settimane era stato al centro di polemiche insieme alle altre teorie e affermazioni di Vannacci.

"Anche se Paola Egonu è italiana di cittadinanza – aveva detto il generale viareggino - è evidente che i suoi tratti somatici non rappresentano l’italianità che si può invece scorgere in tutti gli affreschi, i quadri e le statue che dagli etruschi sono giunti ai giorni nostri".

Da qui la querela dell’Egonu. Il caso è finito in tribunale. La procura di Lucca aveva chiesto l'archiviazione del fascicolo, ma la difesa della campionessa si è opposta e il giudice ha fissato l'udienza per la discussione dell'opposizione il 14 giugno.

Adesso la lettera di scuse di Vannacci dove chiede anche un incontro a Egonu.

"Lei, infatti, è italianissima - aggiunge Vannacci -, è una italiana di cui andiamo orgogliosi: una persona che, per quanto di origini diverse, ha scelto di rappresentare il nostro paese e di aderire senza alcuna riserva agli ideali fondanti della nostra Repubblica assurgendone a simbolo e a rappresentante nel mondo agonistico".

"La sua diversità - osserva ancora -, rispetto alle evidenti caratteristiche somatiche della maggioranza della popolazione italiana, è una ricchezza, una risorsa, una peculiarità che la distingue e le fa onore. Spero, signora Egonu, di avere compiutamente esplicato il senso delle mie espressioni e mi rallegrerei se in futuro, a sua discrezione, fosse possibile un amichevole incontro tra noi che mi permetta di esprimerle a voce i miei più sinceri sentimenti di viva cordialità e chiederle un un autografo".

Sarà il giudice a decidere a mettere la parola fine. Forse.

 

 

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