Prato

Corruzione Carabinieri Prato: imprenditori, sindaci (e un prete) alle cene del comandante in caserma

È emerso nel corso degli interrogatori dei magistrati della Direzione distrettuale antimafia a Firenze

Corruzione Carabinieri Prato: imprenditori, sindaci (e un prete) alle cene del comandante in caserma
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Nell'inchiesta che ipotizza l'accusa di corruzione nei confronti del comandante Sergio Turini, fino a giovedì 30 maggio alla guida della Compagnia dei carabinieri di Prato, dell’imprenditore laniero Riccardo Matteini Bresci e dell’investigatore privato torinese Roberto Moretti, che è stato spostato in carcere dai domiciliari per aver riposto a una telefonata, spuntano altri interessanti retroscena

Le accuse del Gip

“Sfruttava gli imprenditori del posto”.

Così scrive il gip, secondo cui da parte di Turini:

“C’era una spasmodica ricerca di accreditarsi nel mondo dell’imprenditoria italiana e cinese sfruttando la propria funzione pubblica”.

In particolare, Turini si sarebbe attivato con la Questura per avere informazioni sullo stato della procedura di rilascio di un permesso di soggiorno, di un passaporto, o di una pratica al catasto.

Ma anche per trovare un tecnico per delle riparazioni di cui aveva bisogno uno di questi imprenditori nella sua ditta per entrare nelle loro simpatie. Insomma "ottenere utilità attuali e future".

Tre banchetti luculliani

Dagli interrogatori condotti a Firenze dai magistrati della Direzione distrettuale antimafia è emerso che Turini, organizzava all’interno delle caserme alcune cene alle quali erano invitati anche gli imprenditori della zona e in certi casi amministratori locali.

La circostanza non sembra comunque avere un rilievo penale, ma è indicativa e si inserisce perfettamente nel quadro delineato dal Giudice per le indagini preliminari.

A citare gli eventi, durante l’interrogatorio un altro carabiniere, che era stato convocato dal procuratore aggiunto Luca Tescaroli. Almeno tre le cene di cui si parla, tutte nel pratese: nella caserma di Vernio, alla Tenenza di Montemurlo e a Poggio a Caiano.

Lo Special Club e la partecipazione di un sacerdote

Chi c’era le racconta come occasioni conviviali che il tenente colonnello Turini avrebbe presentato come un modo per rafforzare i contatti con le persone che meglio conoscono il territorio e che in certi casi possono rivelarsi utili nel lavoro quotidiano dei carabinieri.

"Una volta c’era anche il prete" ha rivelato un altro militare.

I magistrati fiorentini sarebbero comunque sulle tracce di una sorta di comitato d’affari che si proponeva di condizionare le scelte economiche di una provincia.

È una cena di gruppo siamo in 20, si chiama ‘special club 20’, persone tra gli imprenditori più importanti di Prato”, dice Turini non sapendo di essere intercettato.

L'investigatore torinese trasferito dal carcere ai domiciliari

Ma veniamo anche a un altro degli arrestati, l'investigatore privato di Torino Roberto Moretti, 52 anni, titolare dell'agenzia "Moretti investigazioni e sicurezza" in Corso Moncalieri 413, nel capoluogo piemontese, che offre servizi sia per privati che per aziende..

Turini sarebbe legato a Moretti (fratello di un suo collega carabiniere) da un rapporto di amicizia. Il comandante avrebbe dirottato presso l'agenzia dell'investigatore alcuni casi, procurandogli di fatto dei clienti: tra le attività, il recupero di informazioni circa alcuni dipendenti, che gli imprenditori corrotti dal comandante dei Carabinieri poi utilizzavano a loro favore.

La notizia di ieri, martedì 4 giugno 2024, è che il detective privato è stato trasferito in carcere: era ai domiciliari ma ha ricevuto una chiamata violando l'obbligo di non ricevere telefonate. Non è chiaro se cercasse in qualche modo di condizionare le indagini a suo carico.

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