Il processo

Chiesto l'ergastolo per il ceceno che uccise Niccolò Ciatti, una sentenza che tutti aspettiamo

Il 5 luglio i giudici della Corte d'assise d'appello di Roma si pronunceranno sulla base delle motivazioni dell'accusa, ma l'imputato è ancora latitante

Chiesto l'ergastolo per il ceceno che uccise Niccolò Ciatti, una sentenza che tutti aspettiamo
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Ergastolo. Lo ha chiesto il PM, davanti alla Corte d’Assise d’Appello di Roma, per Rassoul Bissoultanov, il ceceno che nella notte tra l’11 e il 12 agosto, in una discoteca di Lloret del mar, uccise a botte il giovane fiorentino Niccolò Ciatti. 

Ergastolo. Lo ripetiamo perché è la parola definitiva che i genitori Luigi Ciatti e Lucia Azzolina, che non si sono persi un’udienza dall’inizio di questo straziante percorso giudiziario, volevano sentire. E non solo loro, anche tutte le persone che avevano amato un ragazzo in gamba, che stava costruendo con entusiasmo e onestà il suo futuro, prima essere vittima di quell’orrore nella discoteca della cittadina turistica lungo la Costa Brava dove era andato per divertirsi con i suoi amici.

Ergastolo. Perché quelle botte così tremende e letali, le abbiamo viste tutti nel video ripreso dalle telecamere del circuito interno del locale notturno e diffuso il giorno attraverso i telegiornali di mezza Europa. Mai una morte è sembrata così ingiusta di fronte alla disperazione dei suoi compagni di viaggio che, con le ultime forze rimaste, avevano tentato di fermare l’azione criminale di Bissoultanov e degli altri connazionali che avevano partecipato a quella imperdonabile follia.

Ergastolo. È così che, anche secondo la pubblica accusa, si può chiudere, perlomeno per la giustizia, una storia davvero dolorosa per tutta l’Italia. Il sostituto procuratore generale Debora Landolfi e il pm Erminio Amelio, che hanno chiesto il massimo della pena, hanno rievocato i drammatici momenti del pestaggio. 

"Rassoul Bissoultanov si scagliò contro il giovane toscano con furia cieca. Le telecamere hanno ripreso la sua aggressività, la sua spavalderia e la ferocia che non si è fermata nemmeno davanti a un corpo inerme a terra. La crudezza del video che ha immortalato l’omicidio è indicativa - hanno proseguito - Bissoultanov sferra calci da perfetto professionista, con tecnica da Mma. Ha ucciso Niccolò con un calcio alla tempia, sferrato con l’intento di provocare la morte, come scrivono anche i giudici spagnoli". 

Bissoultanov

Ergasolo. Perché è stata una vergogna la fuga seguita alla scarcerazione. Bissoultanov era stato arrestato il 12 agosto 2017 in Spagna e dopo 3 anni e 10 mesi, rimesso in libertà. Dopo la scarcerazione il ceceno lasciò Girona e finì in manette in Germania su mandato di cattura internazionale, poi estradato in Italia. Nel dicembre 2021 però la Corte d’Assise di Roma lo aveva rimesso in libertà, con un provvedimento successivamente annullato dalla Cassazione. Tornato in Spagna la scorsa estate, dopo la condanna a 15 anni, confermata anche in Appello, Bissoultanov ha fatto perdere le sue tracce ed è ancora latitante.

 

Ergastolo. E quello che quindi tutti si aspettano il prossimo 5 luglio  dalla sentenza dei giudici della Corte d’appello d’Assise di Roma. Dopo anni di indagini, esami approfonditi dei video che le telecamere hanno registrato, testimonianze, tutto porta alla richiesta della procura generale, ovvero il massimo della pena per Bissoultanov con la richiesta delle aggravanti di crudeltà e futili motivi. 

“La fantasia difensiva aveva detto che quella sera ci fu una rissa - ha concluso il PM -. La verità è che la rissa, come mostrano le immagini delle telecamere, non c’è mai stata. Fu una feroce aggressione”.

Andrea Spadoni

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