UN GRAVE EPISODIO

Campionessa di scherma denuncia uno stupro durante il ritiro a Chianciano, due atleti italiani indagati

I fatti si sarebbero svolti nella notte tra il 4 e 5 agosto scorso nella località termale in provincia di Siena. Tracce di alcool e droga nel sangue della ragazza

Campionessa di scherma denuncia uno stupro durante il ritiro a Chianciano, due atleti italiani indagati
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Un fatto gravissimo è emerso nel mondo dello sport: una campionessa di scherma di 17 anni (della squadra dell’Uzbekistan) ha denunciato di essere stata violentata da tre atleti italiani della Federscherma durante il ritiro a Chianciano Terme (Siena). La notizia è stata riportata dal Il Messaggero.

Secondo quanto ricostruito, lo stupro sarebbe avvenuto la notte tra il 4 e 5 agosto 2023. Squadre di diverse nazionalità si trovavano in ritiro nella località termale senese. Sul fatto denunciato ha aperto un fascicolo la Procura di Siena. Secondo quanto riportato dal quotidiano romano, due dei tre atleti coinvolti, sono stati iscritti sul registri degli indagati. Il terzo sarebbe minorenne. 

Oltre alla testimonianza della vittima, ad avvalorare la denuncia esposta, ci sarebbero state le analisi del sangue, fornite come prova, dalle quali emergono tracce di alcool e droga.  Agli inquirenti la giovane aveva raccontato di aver bevuto solo una birra e due shottini. E’ quindi un’ipotesi che la giovane atleta sia stata drogata a sua insaputa. Si tratterebbe di un talento emergente della scherma mondiale che gareggia nella disciplina della sciabola. 

Al quotidiano Il Messaggero, quella sera e notte tra il 4 e 5 agosto, è stata raccontata nel dettaglio. In ritiro a Chianciano c’erano diverse squadre, sia maschili, sia femminili. Tra loro la campionessa Uzbeka e gli atleti della federazione italiana. La mattina la giovane si sarebbe risvegliata piena di dolori, con lividi e ferite alle gambe, stordita al punto da non ricordare niente. Non è riuscita ad alzarsi dal letto e nella stanza insieme a lei ha notato tre ragazzi, tutti atleti della nazionale azzurra junior. 

“Uno è sdraiato su di lei, un altro si sta rivestendo, il terzo le dorme accanto, nudo. I primi due fanno battute sessuali esplicite e ridono sguaiatamente” - si riporta sul Messaggero. 

A quel punto l’atleta uzbeka viene soccorsa da una compagna. Di quella notte ricorda anche di aver bevuto una birra e due shottini. Poi il buio. La madre, giunta sul posto, la accompagna a denunciare l’accaduto. Si fanno le analisi e dagli esiti emergono tracce di alcool e droga. Scattano le indagini: si guarda negli smartphone degli indagati per cercare riscontri. La giovane da quel giorno ha sofferto un momento di crisi e ha saltato diverse gare.

L’avvocato della campionessa, Luciano Guidarelli, ha dichiarato su Il Messaggero:

“"C'è un'inerzia da parte della Procura, che neanche ha attivato il codice rosso, e della Federscherma che non ha preso nessun provvedimento nei confronti degli atleti indagati. Ho inviato diverse Pec e sono andato nella sede della Federazione per incontrare il presidente ma non mi ha ricevuto. Ho parlato con la segretaria. Le indagini alla Procura sono in corso ma di provvedimenti cautelari nei confronti dei ragazzi nemmeno uno. La mia assistita non è nemmeno stata sentita”.

La Fis (Federazione taliana Scherma) è intervenuta con una nota ufficiale:

“La Federazione ha depositato anche la nomina della Fis per una costituzione di parte civile nell'eventuale giudizio, qualora venisse disposto dalla giustizia ordinaria. Abbiamo massima fiducia nell'operato dell’autorità. La Federazione Italiana Scherma, che dei valori sani e autentici dello sport, ha fatto la bandiera della propria attività non meno delle medaglie olimpiche e paralimpiche, e che attraverso questo lavoro quotidiano si è affermata come un esempio riconosciuto di impegno sociale, valuterà tutte le azioni necessarie a tutela della propria immagine”. 

Sul caso è intervenuto anche Paolo Azzi, presidente della Fis:

"Noi abbiamo fatto tutto quello che potevamo, non possiamo sostituirci alle autorità giudiziarie. Non abbiamo i poteri per indagare su ipotesi di reato gravi come questi, da codice rosso. A suo tempo, abbiamo attivato la procura e la giustizia federale, facendo tutti i passi necessari. Ci siamo anche predisposti per un'eventuale costituzione di parte civile se ci dovesse essere un processo come parte offesa. Su quali basi possiamo sospendere gli atleti indagati oggi? Serve almeno un provvedimento cautelare, un rinvio a giudizio o la chiusura delle indagini".

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