Cronaca
una brutta scena

Calci contro un cerbiatto in spiaggia, il sindaco di Grosseto si mostra sui social baciandone uno

Colonna: "Penso che alcuni, un paradiso così, non se lo meritino"

Calci contro un cerbiatto in spiaggia, il sindaco di Grosseto si mostra sui social baciandone uno
Grosseto Aggiornamento:

Sembrano lontano i tempi di Bambi quando i più piccoli e non solo si emozionavano davanti al film di animazione, diretto da David Hand.

Un presagio lontano anche il momento quando scendeva una lacrimuccia guardando il cervo dalla coda bianca, i suoi genitori, i suoi amici Tamburino e Fiore. Un film che ha accompagnato generazioni e ha fatto amare i cerbiatti un po' a tutti, immaginando un mondo magico e fiabesco. Non è stato cosi, invece, per una mamma e i suoi bambini di 8 e nove anni quando hanno pensato di prendere a calci un cerbiatto che a loro dire si era avvicinato troppo all'ombrellone.

Siamo a Cala di Forno, nel comune di Magliano in Toscana. A raccontare l'accaduto è il giornale online Maremma Oggi.

A ricostruire il tutto ci ha pensato una testimone che ha assistito alla scena violenta e  molto triste. Sembra che la donna abbia inveito contro l'animale, presumibilmente un daino secondo quanto riferito dagli esperi, perché l'animale sbavava e portava zecche.

Così hanno pensato di prenderlo a calci. Tanti i commenti sui social così come l'indignazione. Tra questi anche quello del sindaco di Grosseto, Antonfrancesco Vivarelli Colonna, che si è mostrato sui propri canali social baciando un cerbiatto.

«Leggo questa notizia incredibile - scrive -  "Madre e bambini prendono a calci un cerbiatto a Cala di Forno". "Quell'animalaccio sbava e porta le zecche" dicono. Ecco: penso che alcuni, un paradiso così, non se lo meritino. Per fortuna, episodi come questo sono rari. Ma ciò non toglie che ci sia molto da lavorare per far capire alle persone quale straordinario luogo hanno il privilegio di vivere venendo in Maremma.

Siamo una terra accogliente, onesta, sincera. Ma una cosa dev'essere chiara: non tolleriamo gesti simili».

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