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Al via la quinta settimana di “Monteriggioni estate”

Filo conduttore ed elemento trasversale a tutti gli eventi continua a essere senza dubbio la qualità delle proposte

Al via la quinta settimana di “Monteriggioni estate”
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Il cartellone estivo monteriggionese, frutto della consolidata collaborazione tra Comune di Monteriggioni, Fondazione Toscana Spettacolo, Monteriggioni AD 1213, Amici del Castello, La Scintilla, prosegue con la quinta settimana di programmazione, nel consueto alternarsi di appuntamenti per tutte le tipologie di pubblico.

Al via la quinta settimana di “Monteriggioni estate”

Filo conduttore ed elemento trasversale a tutti gli eventi continua a essere senza dubbio la qualità delle proposte; scelte sempre coraggiose, che puntano a far passare ore spensierate ma anche a far riflettere, aldilà della facile risata: produrre cultura, sia in estate sia in inverno, è soprattutto questo cioè mettere in piedi rassegne che diano divertimento e al contempo spingano alla conoscenza e alla riflessione.

Si inizia questa quinta settimana mercoledì 9 agosto, ore 21,15, Belvedere presso i giardini pubblici con lo spettacolo per famiglie “Il drago dalle sette teste” dei Pupi di Stac.
Età consigliata dai 4 ai 10 anni, durata 65 minuti: nella rete del giovane pescatore Gianni finisce un pesce magico che in cambio della salvezza gli dona una conchiglia, una spada arrugginita, e un compagno fedele, il cane Carlino. Assieme ai fratelli, il ragazzo affronta avventure e terribili pericoli, ma nei momenti decisivi gli vengono in aiuto la propria audacia e gli strani oggetti regalati dal pesciolino. Gianni arriva così a liberare il Reame dal terribile Drago. Ma quando il trionfo e la mano della principessa sono ormai conquistati… ecco l’ultima, inattesa difficoltà!
La Compagnia “Stac” fu creata da Carlo Staccioli, a Firenze, nel 1946. Affiancato dapprima da molti validi collaboratori, fra cui lo stesso Paolo Poli, “Stac” realizzò con Laura Poli, in compagnia dal 1958, un sodalizio artistico che affinò una linea teatrale inconfondibile. Alla morte del fondatore, Laura Poli coadiuvata dal figlio Enrico proseguì l’attività basando il proprio teatro sulla ricerca, raccolta ed elaborazione di antiche fiabe popolari toscane, molte delle quali tuttora in repertorio. Tutti gli spettacoli, in due atti, sono recitati e cantati dal vivo, con musiche di scena registrate. I pupi, di legno intagliato, sono alti circa 60 centimetri e hanno, unici nella tradizione italiana, figura intera. Sono, insomma, “marionette senza fili” animate dal basso o, se si preferisce, “burattini con le gambe” come il loro fratello più famoso: Pinocchio. Le baracche, veri teatrini in miniatura con sipari, quinte e fondali, hanno due piani scenici: il palcoscenico dove i burattini possono camminare ed un livello superiore dove appaiono nel modo più tradizionale. Il dialogo con il pubblico ed il ritmo teatrale assai serrato sono alla base della vivacità e dell’imprevedibilità della narrazione: tutti, dai bimbi più piccoli agli adulti, assistono incantati e partecipi dall’inizio della vicenda fino all’immancabile lieto fine.

Giovedì 10 agosto, ore 21,15, Monteriggioni – Piazza Dante Alighieri, l’esilarante spettacolo “Volevo fare la DJ” di Anna Meacci. Una comica toscana doc, un cavallo di battaglia che ha portato risate e buonumore in tutta Italia.
È un viaggio nell’adolescenza dell’attrice toscana, che ci racconta il ruolo della musica, dei rapporti, del passato nella sua e nella nostra vita. Non sempre i brani delle colonne sonore delle nostre vite li abbiamo scelti noi. Ci possono anche fare non piacere, ma non possiamo far finta che non ci appartengano. Tra dischi in vinile, note e parole, lo spettacolo ripercorre piccoli e grandi momenti della nostra storia.
Come ha dichiarato la Meacci: «Sono nata e cresciuta a Sinalunga, in provincia di Siena, da piccola ero certa di vivere nel paese più ganzo del mondo. Da adolescente ho scoperto di vivere nel posto più noioso del mondo: 7 chiese, 9 bar, 1 cinema e nebbia, tanta nebbia». Tra dischi in vinile, note e parole, scorrono così piccoli e grandi momenti del passato: «Per andare a scuola mi svegliavo alle 5:45 e arrivavo in stazione assonnata ed infreddolita… In quel momento nella mia testa partiva ‘Poster’ di Claudio Baglioni. Puoi anche urlare al mondo intero che ascoltavi solo De André, ma sai che molti ricordi sono legati a note, ritornelli e fraseggi che vorresti solo dimenticare ancor più della nebbia e di quella stazione».

Sabato 12 agosto, ore 21,15, Monteriggioni – Piazza Dante Alighieri, per il progetto Glocal Sound i “Gemini Blue in concerto”; un grandissimo appuntamento con la musica di alto livello.
Sono un giovane e musicalmente raffinato duo originario del Lago di Garda. Nascono nell’estate 2020 da Osasmuede Aigbe e Giacomo Sansoni; il sound degli anni ‘60 e ‘70 ha permesso di attingere dalla sua smisurata fonte di ispirazione; nei loro concerti fanno capolino Hendrix e gli Zeppelin, come i Funkadelic e i King Crimson, ma c’è molto altro nel sound che propongono, senza fermarsi nel passato. Il tipo di show che dovete aspettarvi è dinamico, con un’interessante variabilità fra un’esibizione e l’altra; le radici musicali del progetto affondano infatti anche nell’ampia palude del blues, da Junior Kimbrough agli All Them Witches passando per The Black Keys, fino ad abbracciare sonorità grunge, funk, psichedeliche, hip hop ed etnico tribali della scena musicale subsahariana, in un mix in cui le ambientazioni mistiche e introspettive, l’improvvisazione e l’estro strumentale sono al servizio di una produzione song oriented.
“Players Will Play, Lovers Will Play” è il disco che raccoglie la loro anima sperimentale; una fotografia del loro percorso musicale dove la contrapposizione di suoni sintetici ed acustici porta i due ad abbracciare diversi stili musicali.
Formazione molto eclettica e ricca di talento, il loro è un sound fuori dal coro, coniugato in un percorso, agli inizi, ma che sta già dando i suoi frutti ed è impossibile rimanere immobili su quelle chitarre rock che strimpellano e ipnotizzano l’ascoltatore. Sono stati una delle sorprese più importanti dell’ultima edizione di X Factor. In questa trasmissione, la loro versione di Hey Joe di Jimi Hendrix, riarrangiata con grandissimo gusto, sorprende i giudici. Fedez ad esempio si complimenta per le sfumature che sono riusciti a proporre, mentre Dargen ammette di aver apprezzato la loro scelta di lasciare Hendrix da parte e di influenzare il classico con tante influenze diverse.
I Gemini Blue sperimentano, improvvisano e conquistano grazie anche alla loro presenza scenica; molti dei loro brani sono frutto di session di studio guidate dal fluire spontaneo delle note e nascono soprattutto dalla sperimentazione e dall’improvvisazione.

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