Momento no

Crollo Fiorentina e addio Champions, ma è solo colpa di Italiano?

Nel 2024 solo un successo con il Frosinone e il pareggio con l'Udinese, ora non c'è solo il problema del gol anche il gioco stenta

Crollo Fiorentina e addio Champions, ma è solo colpa di Italiano?
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Questa volta, contro il Bologna, non c’è stata partita. Ed è una fotografia preoccupante per la Fiorentina che, nel 2024, sembra essersi smarrita e trasformata in quella squadra insicura di qualche stagione fa che galleggiava nella zona medio bassa della classifica di serie A. Molte volte c’era stato il rammarico di non aver davanti gli uomini giusti per pungere e quindi segnare gol. Contro l’Inter, la Juve, il Sassuolo e il mille altre occasioni, l’analisi cadeva sempre lì: bella la Fiorentina, ma non ha un bomber là davanti che concretizza  il grande lavoro del progetto tattico di Vincenzo Italiano. Ultimamente non è più così, soprattutto alla luce di una prestazione nettamente inferiore alla boy band egregiamente orchestrata da Thiago Motta che, per 90 minuti, ha messo sotto, in ogni zona del campo e in ogni statistica che ci siamo andati a studiare, i viola che come principio di gioco dovrebbero avere il possesso palla, finito per il 61% del tempo sui piedi dei rossoblù. 

Di chi è la colpa?

Cercare oggi un responsabile di un’involuzione così repentina ci pare troppo ingeneroso verso i soggetti (società, allenatore, calciatori) di un progetto sportivo che in questi quattro anni e mezzo dell’era Commisso è indubbiamente cresciuto. Solo a un mese e mezzo fa da queste parti si parlava di Champions League e ci dimentichiamo le salvezze all’’ultima giornata o comunque per il rotto della cuffia delle stagioni precedenti. Certo è che sul mercato la società avrebbe potuto fare qualcosa di più. E’ arrivato Belotti, ma è davvero il centravanti che serviva?, sfumato Gudmundsson (effettivamente costava troppo) e poco altro. Italiano aveva chiesto un esterno alto che non è arrivato e questo basta per giustificare la politica di un allenatore che sì, ha mostrato coraggio, principi di gioco moderni e se applicati bene producono una manovra offensiva, bella da vedere per i tifosi e difficile da arginare per gli avversari. Però poi mancano i risultati o comunque la continuità e non si può semplicemente pensare che questo sia il livello della squadra, che dobbiamo accontentarci di stare lì, nel mezzo, né carne né pesce. Forse anche l’allenatore qualche passo falso l’ha commesso. 

La squadra

Poi sì, ci sono i singoli, i giocatori. E sono loro che vanno in campo. Dopo le grandi prestazioni d’autunno i leader tecnici dei viola sono in evidente calo. Uno su tutti Bonaventura, protagonista di una insolita trattativa con la Juve nelle settimane infuocate del mercato di gennaio, che in campo sembra un altro giocatore. Triste e senza motivazioni. In calo anche Arthur e Nico alle prese con qualche fastidio fisico. 

Ma dove può arrivare questa squadra? 

La rosa a disposizione di Italiano è di discreto livello. Certo, parlare di Champions League è una mezza utopia, ma un posto in Europa questi ragazzi lo meritano e, soprattuto, è necessario che, rispetto alla passata stagione, ci sia sempre un percorso di crescita. Se l’anno scorso si sono perse due finali, quest’anno proviamo a vincerla. Quale futuro? Se ci sarà ancora Italiano o meno non è certo, sappiamo che con il Napoli c’è qualcosa di più che concreto che va avanti da qualche tempo, anche se le parole di Barone hanno voluto gettare acqua sul fuoco: “Vogliamo lavorare a lungo con Italiano”.

Giusto, ma allora comprategli un esterno. 

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