Intervento innovativo

Meyer di Firenze: primo intervento robotico in Italia per rimuovere un tumore alla lingua

Grazie alla tecnologia Da Vinci e alla stampa 3D, i medici hanno evitato operazioni invasive, preservando la mandibola della paziente.

Meyer di Firenze: primo intervento robotico in Italia per rimuovere un tumore alla lingua

Una cisti profonda alla base della lingua impediva alla paziente di 17 anni di deglutire e parlare correttamente. Questa patologia complessa richiederebbe, nella chirurgia tradizionale, un intervento demolitivo sulla mandibola e la formazione di cicatrici esterne.

All’ospedale Meyer di Firenze, tuttavia, è stato compiuto un passo avanti significativo: l’asportazione della massa è avvenuta attraverso la bocca con l’ausilio di un robot.

È il primo caso di questo tipo in Italia in ambito pediatrico, un traguardo che posiziona l’ospedale fiorentino tra le eccellenze della medicina personalizzata.

La tecnologia robotica al servizio della chirurgia

Il procedimento è stato eseguito con la tecnica TORS (Transoral Robotic Surgery) utilizzando il sistema Da Vinci Xi. Questa tecnologia ha consentito al team multidisciplinare, guidato dal dottor Riccardo Coletta, referente della chirurgia robotica pediatrica del Meyer, di operare con una visione 3D ad alta definizione.

Insieme a lui, hanno partecipato all’intervento gli otorinolaringoiatri Luca Leone e Marella Reale. La scelta di utilizzare il robot è stata cruciale.

Utilizzando strumenti di dimensioni millimetriche, i medici sono riusciti a eseguire l’operazione senza diciattette incisioni sul collo o sul viso, evitando l’invasiva frattura della mandibola, una pratica standard fino a poco tempo fa per accedere a zone così profonde.

Pianificazione avanzata con la stampa 3D

Il successo dell’operazione è nato da una preparazione tecnologica meticolosa. L’intervento è stato pianificato nei minimi dettagli grazie al laboratorio T3Ddy, un centro congiunto tra la Fondazione Meyer e l’Università di Firenze, coordinato dalla professoressa Monica Carfagni.

Lavoro preliminare con la stampa 3D

Gli ingegneri hanno creato un modello 3D personalizzato basato sull’anatomia della giovane paziente. Su questo “gemello digitale”, i chirurghi hanno simulato l’operazione, prevedendo ogni possibile variabile e riducendo i rischi di sanguinamento e recidiva.

Recupero rapido e risultati positivi

I benefici della chirurgia robotica si sono manifestati immediatamente nel post-operatorio, a differenza degli interventi tradizionali che richiedono lunghi periodi di degenza e riabilitazione complessa.

La paziente ha potuto riprendere a mangiare già il giorno successivo all’operazione, senza complicazioni né infezioni.

La sua voce è tornata brillante, risolvendo l’alterazione del tono causata dalla massa.

“La riuscita di questo intervento” – affermano il dottor Coletta e il dottor Leone – “posiziona il Meyer come centro di riferimento nazionale, proiettando le cure dei piccoli pazienti verso un futuro sempre più tecnologico”.