un caso diventato politico

Disforia a Careggi, prime indiscrezioni dopo la visita degli ispettori: "Non in tutti casi fatta psicoterapia"

Gli adolescenti trattati con triptorelina, il farmaco che blocca lo sviluppo dei caratteri sessuali, sono in tutto 26 tra ragazze e ragazzi

Disforia a Careggi, prime indiscrezioni dopo la visita degli ispettori: "Non in tutti casi fatta psicoterapia"
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Prime indiscrezioni dopo la visita degli ispettori inviati la scorsa settimana all'ospedale fiorentino da parte del ministero della Salute. Secondo quanto è trapelato per alcuni ragazzini è mancato il percorso psicoterapico, previsto per prassi.

All'ambulatorio sulla disforia di genere, infatti, non tutti gli adolescenti trattati con triptorelina, il farmaco che blocca lo sviluppo dei caratteri sessuali, avrebbero fatto il percorso psicoterapeutico previsto prima di accedere alla terapia.

Il condizionale è d'obbligo perché ancora non c'è niente di ufficiale, ma da una prima campionatura emergerebbero alcune irregolarità.

Ma di cosa si tratta?

Ovviamente si dovrà attendere le risposte ufficiali. Gli esperti del ministero hanno fatto visita all'ospedale di Careggi il 24 e il 25 gennaio 2024, dopo la denuncia di alcune irregolarità sul percorso di alcuni minori che avrebbero assunto il farmaco che sospende la pubertà in attesa di decidere se procedere con il cambio sesso.

Schillaci: "Non è un atto punitivo"

Careggi è il centro più importante in Italia per quanto riguarda la disforia di genere e cioè la condizione di chi sente che il suo sesso biologico non corrisponde alla sua identità. A Firenze sono stati 26 i ragazzi e ragazze a cui è stato prescritto il farmaco per sospendere lo sviluppo puberale, la triptorelina appunto.

Ad accendere le polemiche era stato il centrodestra secondo cui il farmaco era stato utilizzato, senza che ci fosse un adeguato percorso di psicoterapia. Da qui la visita di due giorni  degli ispettori che, a dire del ministro della Salute, Orazio Schillaci, era solo una verifica sul lavoro fin qui fatto.

Puntuale la risposta da parte dell'ospedale di Careggi secondo cui la prima fase diagnostica, "avviene soltanto con l’invio da parte di consultori sul territorio, delle Unità di salute mentale infanzia e adolescenza, dei pediatri di libera scelta, dei medici di famiglia afferenti all’ASL e, in casi rari, tramite accesso diretto delle famiglie".

Il caso è diventato politico

Intanto, il caso verrà approfondito in commissione Sanità, l’8 febbraio. L’annuncio del presidente Enrico Sostegni (Pd) è arrivato durante il dibattito sulla mozione presentata dal presidente del gruppo di Forza Italia Marco Stella (e poi respinta dall’aula a maggioranza) che chiedeva l’audizione dei vertici di Careggi sul funzionamento della struttura organizzativa dipartimentale ‘andrologia, endocrinologia femminile e incongruenza di genere’, struttura che è anche centro di coordinamento regionale per le problematiche sanitarie relative all’identità di genere.

Non ci è voluto molto, quindi, perché la questione diventasse soprattutto politica. Adesso è finito sugli scranni del Consiglio regionale con una interrogazione Diego Petrucci, consigliere regionale di Fratelli d’Italia e componente della Commissione Sanità.

"L’assessore alla Sanità della Regione Toscana Simone Bezzini avrebbe dovuto rispondere alla mia interrogazione sul Centro di Careggi per la disforia di genere dei minori. Purtroppo non si è presentato in Aula e le nostre domande sono rimaste senza risposta", ha detto.

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