I Comuni di Sesto Fiorentino, Calenzano, Campi Bisenzio, Carmignano e Poggio a Caiano, insieme alla Provincia di Prato, hanno avviato lunedì 12 gennaio il ricorso contro il decreto di VIA (Valutazione di impatto ambientale) relativo alla nuova pista dell’aeroporto di Firenze-Peretola. I ricorsi verranno formalizzati presso il TAR della Toscana entro trenta giorni, come stabilito dalla normativa.
Contestazioni sul decreto di VIA
Le amministrazioni ricorrenti evidenziano diversi aspetti di illegittimità del provvedimento. Vengono segnalate carenze sia nell’istruttoria che nella documentazione, ritenute tali da trascurare questioni ambientali significative e da minimizzare l’impatto complessivo dell’opera sulla Piana fiorentina e sulla vita quotidiana dei residenti.
Continuità con il progetto precedente
Nell’analisi che ha preceduto la presentazione dei ricorsi, gli enti locali hanno riscontrato una sostanziale continuità tra le criticità del nuovo progetto e quelle già emerse in passato per la precedente proposta di pista. Questi elementi sono alla base delle contestazioni presentate al TAR.
Impatto sul territorio e sull’ambiente
Le amministrazioni sostengono che la costruzione della nuova pista porterebbe alla scomparsa del parco agricolo della Piana, alla compromissione di aree umide cruciali per la biodiversità e a conseguenze negative per le attività agricole, ricreative e per il Polo universitario presente nell’area. Inoltre, il progetto è criticato per il modello di sviluppo che promuoverebbe, ritenuto eccessivamente focalizzato sul turismo di breve periodo e con effetti limitati sull’occupazione stabile.
Strategia oltre il contenzioso
L’opposizione alla nuova pista, sottolineano gli enti coinvolti, non si limiterà alle vie legali, ma si estenderà anche a un impegno politico e istituzionale. La decisione di impermeabilizzare vaste aree di territorio è considerata rischiosa, specialmente alla luce delle recenti alluvioni e delle vulnerabilità idrogeologiche riscontrate nella zona.
Alternative proposte dagli enti locali
Tra le alternative suggerite vi è la riallocazione delle risorse pubbliche previste per la nuova pista verso progetti di prevenzione del dissesto idrogeologico. Inoltre, viene proposta l’integrazione funzionale di Firenze con gli aeroporti di Bologna e Pisa, attraverso il potenziamento dei collegamenti ferroviari, compresi quelli ad alta velocità, e nuovi investimenti per migliorare i trasporti tra l’entroterra toscano e la costa.