DALLA REGIONE

Chiusura scuole, Bugetti: " Rischio di crisi storica"

Sgravi, agevolazioni fiscali, congelamento mutui e proroghe dei termini dei tributi gli strumenti da mettere in campo per aiutare le aziende colpite dall’emergenza. Attenzione a tessile, manifatturiero e turismo. Atteggiamenti sbagliati verso gli italiani non aiutano».

Chiusura scuole, Bugetti: " Rischio di crisi storica"
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Ultim’ora di oggi, mercoledì 4 marzo, arriva dal comitato tecnico a sostegno del Premier Giuseppe Conte: scuole chiuse in tutta Italia per 15 giorni.

Chiusura scuole

Mettere in atto provvedimenti tempestivi a sostegno delle imprese per limitare quanto più possibile gli effetti negativi dell’emergenza Covid-19 sull’economia. È l’urgenza sottolineata dalla consigliera regionale Pd Ilaria Bugetti, vicepresidente della Commissione Sviluppo economico del Consiglio regionale della Toscana, in maniera ancor più forte alla luce della possibile chiusura di scuole, università e uffici pubblici su tutto il territorio nazionale al vaglio in queste ore del Consiglio dei Ministri.

«La chiusura di scuole e uffici pubblici per 15 giorni o addirittura un mese, se confermata, rischia di buttare il Paese in una crisi economica storica – afferma Bugetti –. Il provvedimento decreterebbe una situazione di calamità nazionale, oltre che ovviamente regionale, di cui si dovrà prendere atto e in cui sarà essenziale lavorare tutti insieme per sostenere la nostra economia in ogni modo possibile. Una situazione in cui peraltro gli atteggiamenti sbagliati che si sono già diffusi nei confronti di noi italiani non sono certo d’aiuto».

E tornando alla Toscana, Bugetti annuncia:

«La nostra Commissione Sviluppo economico si riunirà mercoledì prossimo, 11 marzo, per studiare le possibili soluzioni da attuare per sostenere le imprese in questo momento di difficoltà. Discuteremo le azioni che possiamo fare in maniera diretta come Regione e quelle che è invece necessario chiedere al Governo».

Il lavoro in corso

«Stiamo lavorando a stretto contatto con Irpet (l’Istituto Regionale per la Programmazione economica della Toscana) – continua la consigliera Bugetti – per avere dati precisi in merito alle ricadute dell’emergenza Coronavirus sull’economia toscana e capire quali sono e quali potranno essere, anche nel medio termine, gli effetti della complessa congiuntura, sia locale che mondiale, sul nostro mercato e sul suo indotto. Sappiamo certamente che il turismo sta soffrendo in maniera particolare questo momento, ed è un dato che ci preoccupa perché nella nostra Toscana la voce turismo incide per circa l’11% sul Pil regionale (dati Irpet), per un valore di oltre 4 miliardi di euro l’anno, e dà lavoro a più di 40mila persone. È quindi chiaro come sia urgente e necessario prevedere misure a sostegno di questo settore. Ma anche il tessile e il manifatturiero, care tra gli altri al distretto pratese, stanno vivendo delle difficoltà, come tutte le aziende che lavorano con l’estero e vocate all’internazionalizzazione, tra cui anche la logistica e l’ingegneristica. Si impone quindi la necessità di provvedimenti efficaci per più tipi di imprese. Tra questi: l’istituzione della cassa integrazione in deroga per tutti i settori colpiti dall’emergenza Covid-19, il differimento dei termini di pagamento degli adempimenti tributari e il congelamento e la sospensione dei mutui il tempo necessario per far finire l’emergenza per le aziende in difficoltà a causa del Coronavirus, non solo nella cosiddetta “zona rossa”, e per le stesse anche azioni sul fronte del fiscalità, con sgravi, agevolazioni e proroghe dei termini delle scadenze. Strumenti questi che riteniamo fondamentali per aiutare la nostra economia a reggere “l’urto” dell’emergenza in atto».

I dati e le riflessioni

«È questo inoltre il momento di riflettere più approfonditamente sui temi dell’Industria 4.0 e sulle sue potenzialità, tanto più in uno scenario complesso come quello attuale, in cui tecnologia e innovazione possono costituire una chiave fondamentale per scongiurare lo spettro di una crisi economica – aggiunge Bugetti –. Non ultimo, per la città di Prato, urge adesso più che mai richiamare l’attenzione del governo affinché le aziende del distretto tessile pratese siano incluse nella categoria di “imprese energivore” e possano dunque godere delle relative agevolazioni».

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