Edizione 109 inizia oggi

Urso: “Pitti Uomo segna l’inizio dell’anno del made in Italy e della ripresa”

"Il 2025 è stato difficile, ma ora possiamo vedere una via d'uscita"

Urso: “Pitti Uomo segna l’inizio dell’anno del made in Italy e della ripresa”

La moda italiana si prepara a un cambiamento significativo; Pitti Uomo, il salone che segna l’avvio della stagione della moda maschile, è al centro della ripartenza del settore, desideroso di superare un 2025 segnato da conflitti e guerre commerciali.

Questa è la convinzione espressa dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, in occasione dell’inaugurazione della 109esima edizione della kermesse fiorentina presso la Fortezza da Basso, che si svolgerà fino al 16 gennaio. “Pitti è l’evento che apre l’anno del made in Italy, un palcoscenico per lo stile e la produzione italiana. Come 70 anni fa, oggi dobbiamo essere il paese del rinascimento industriale nell’occidente“, ha dichiarato il ministro.

“Lo scorso anno abbiamo affrontato un mare in tempesta. Abbiamo resistito meglio di altri e anche meglio di quanto potessimo immaginare”, prosegue Urso, menzionando alcuni provvedimenti del governo, tra cui l’introduzione di norme contro il fast-fashion e il piano triennale di iperammortamento.

In programma anche un disegno di legge sulle PMI, attualmente in fase di approvazione alla Camera, che prevede strumenti di supporto per le imprese, tra cui il passaggio generazionale delle competenze, consentendo di coinvolgere lavoratori in pensionamento nella formazione di under 35. “Il bello e ben fatto deve essere interpretato nel rispetto di sostenibilità e legalità“, ha sottolineato Urso.

“Il 2026 sarà l’anno dei nuovi mercati”, ha aggiunto il ministro, celebrando l’accordo Ue-Mercosur che sarà finalizzato la prossima settimana. “Stiamo lavorando su altri accordi di libero scambio, con Emirati, India, fino al sud-est asiatico e all’Oceania. A partire da Pitti e nei principali eventi italiani, apriremo per la prima volta la casa del Made in Italy: un ufficio del ministero dedicato a supportare le imprese in investimenti (transizione 5.0 o credito d’imposta) e internazionalizzazione”, ha rivelato Urso.

Il 2025, un anno difficile

“Negli ultimi due anni il sistema moda ha perso 13-15 miliardi di fatturato. Il 2025 è stato un anno complesso, ma abbiamo toccato il fondo. Ora intravediamo aree di serenità e dobbiamo unire piccole e grandi imprese per ricreare un nuovo ecosistema, partendo da Pitti e dalla Toscana”, ha affermato Luca Sburlati, presidente di Confindustria Moda.

Tra i temi affrontati dal presidente della federazione c’è la mobilitazione del risparmio privato. “Questo sarebbe una spinta per la quotazione delle piccole imprese”. Ci sono grandi aspettative per il piano strategico a dieci anni, che sarà presentato al governo nelle prossime settimane. “L’obiettivo è portare all’estero gli elementi di unicità del nostro Paese. Speriamo di estendere l’accordo con il Mercosur a paesi come il Messico, noti per il sourcing di cotone”, ha spiegato Sburlati.

“Pitti è l’unica fiera mondiale dedicata alla moda maschile, ed è l’unica che si è costantemente aggiornata negli anni”, ha affermato Antonio De Matteis, presidente di Pitti Immagine. “Dobbiamo tutelare anche la filiera della distribuzione, che oggi soffre. È fondamentale trovare una nuova generazione di retailer e restituire sicurezza ai centri storici”, ha dichiarato De Matteis, anticipando che sono già in fase di studio le prime edizioni estere di Pitti Uomo. “Stiamo valutando opportunità per portare l’evento oltre i confini nazionali e realizzare edizioni spot per far conoscere i nostri brand in mercati in espansione”.

“La moda attraversa una fase di crisi, divisa tra chi rallenta e chi cresce. Tuttavia, c’è una forte spinta come sistema Paese nell’interesse del tessuto industriale”, ha affermato Matteo Zoppas, presidente di Ice. “A Pitti portiamo 350 buyer, quasi la metà di quelli presenti in fiera. Si tratta di profili strategici. Pitti come marchio attrae le eccellenze mondiali e stiamo valutando una possibile internazionalizzazione. Il governo ci sta fornendo sempre più risorse, che devono essere investite in questa direzione. L’attenzione è anche rivolta al second hand, che raggiungerà 250 miliardi di fatturato nel breve termine”, ha osservato Zoppas.

Al termine della conferenza, Raffaello Napoleone, amministratore delegato di Pitti Immagine, ha consegnato il premio Pitti Immagine 2026 a Unicredit, main partner della fiera dal 2020. “Giorgio Armani sosteneva che la moda è la più potente espressione culturale, poiché ci indica dove siamo e dove vogliamo andare.”

“La nostra collaborazione moda-banca è iniziata durante il COVID. Vogliamo porre le basi per una partnership che porti reale valore al made in Italy. In Italia abbiamo 50mila aziende legate alla manifattura della moda (in Francia sono 35mila). Il sistema moda italiano è troppo frammentato e necessita di supporto per crescere”, ha concluso Annalisa Areni, Head of Client Strategies di UniCredit.