Il contagio della crisi energetica
Le recenti tensioni in Medio Oriente, in particolare la chiusura dello stretto di Hormuz, hanno già innescato un allerta significativo nei settori agricolo e della pesca in Toscana. Questo passaggio è cruciale, poiché da lì transita un quinto del fabbisogno mondiale di petrolio, gas e fertilizzanti. Gli agricoltori e i pescatori stanno affrontando un incremento del costo del gasolio del 40%. In alcune aree, il prezzo di un litro di gasolio agricolo, essenziale per il funzionamento di trattori e pescherecci, è salito da 0,85 a 1,20 euro in una sola settimana.
Le ripercussioni sui fertilizzanti
Il costo dell’Urea, principale concime azotato, ha registrato un aumento del 20%, con una significativa riduzione della disponibilità. Questo scenario sta creando tensioni nel settore agricolo, già provato dagli aumenti dei costi provocati dalla guerra in Ucraina, che dura ormai da quattro anni. Coldiretti Toscana avverte che i rincari attuali si sommano a quelli preesistenti, generando una situazione insostenibile.
Il quadro agricolo e ittico
Questa situazione si complica ulteriormente con l’arrivo della stagione agricola. In Toscana, le piogge recenti hanno compromesso le operazioni di semina dei cereali. Le aziende agricole stanno cercando di recuperare, impiegando mezzi meccanici che necessitano di gasolio. Anche le imprese ittiche, circa 600 in Toscana, stanno lottando contro l’aumento dei costi energetici, che spesso non riescono a coprire.