PRIMA SENTENZA

Truffa del Sassicaia contraffatto, condanna definitiva ad un membro dell'associazione criminale

Uno dei "soci" della banda è stato condannato ad un anno e sei mesi di reclusione. Il gruppo spacciava vino comune per prodotti pregiati

Truffa del Sassicaia contraffatto, condanna definitiva ad un membro dell'associazione criminale
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Una indagine partita 10 anni fa che oggi vede arrivare la prima sentenza della Corte suprema di Cassazione con la conferma dell'associazione a delinquere finalizzata alla frode. La banda al centro della cosiddetta "Operazione Bacco" acquistava vino in cartone di bassa qualità, al quale aggiungeva zuccheri ed alcool, imbottigliandolo con etichette contraffatte, spacciandolo per vino pregiato quali Sassicaia, Brunello di Montalcino e Chianti.

Una banda organizzata

Un gruppo molto organizzato con base in un'azienda della zona di Empoli, dove venivano etichettati i vini, capace di ingannare esperti e rivendere migliaia di bottiglie contraffatte a numerosi ristoranti, osterie ed enoteche di tutta la Toscana. Il titolare, originario della Campania, di tale azienda è stato condannato in via definitiva ad un anno e sei mesi di reclusione. La corte ha infatti ritenuto inammissibile il ricorso. 

Nell’ottobre del 2022, il gup di Firenze ratificò anche tre patteggiamenti - pene comprese tra 1 anno e 4 mesi e 11 mesi - mentre per altri quattro membri della banda il processo è tutt’ora in corso. Un'indagine lunga fatta di intercettazioni telefoniche ed appostamenti, fino alle perquisizioni e ai sequestri finali. Il tutto per smascherare una banda con grande organizzazione, meticolosa nel "servizio" offerto e come detto in grado di ingannare anche palati esperti, quantomeno le prime volte. La denuncia era arrivata infatti dal proprietario di una enoteca di Firenze, il quale allertò subito i carabinieri dopo aver ricevuto due bottiglie di Sassicaia sospette. Si chiude così con l'associazione a delinquere questo caso di lunga data.

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