IL SERVIZIO PER TUTTI

Termina il servizio «Pronto Prete»: in due mesi 138 telefonate da tutta Italia

Qualcuno ha chiesto consigli su come pregare perché non riusciva a farlo da solo, qualcun altro invece era desideroso di ricevere la benedizione attraverso il telefono. C'è chi ha chiesto di essere confessato ma per telefono non si poteva fare, ma anche chi ha chiesto consulto per affrontare problematiche relative al mondo familiare o del lavoro.

Termina il servizio «Pronto Prete»: in due mesi 138 telefonate da tutta Italia
Prato, 14 Giugno 2020 ore 09:50

Termina «Pronto Prete», il servizio messo a disposizione dalla Diocesi di Prato nella prima fase dell’emergenza coronavirus, volto a mettere in comunicazione i sacerdoti con tutte le persone desiderose di avere un colloquio spirituale durante la fase di lockdown.

Termina il servizio «Pronto Prete»

Un servizio prezioso di ascolto e di supporto per aiutare le persone a vivere al meglio il periodo in cui tutti eravamo costretti a restare a casa e le celebrazioni liturgiche alla presenza del popolo erano sospese. Un dialogo aperto incentrato sull’ascolto reciproco, rivolto a tutti, credenti e non credenti.

I dati

Il numero verde 800.401.052, gratuito, è stato attivato giovedì 8 aprile in tre fasce orarie (10-12, 16-18 e 21-23) ed è rimasto in funzione nei giorni feriali fino a ieri, venerdì 12 giugno. Sette i sacerdoti della Diocesi che si sono messi a disposizione, 138 le chiamate pervenute da tutta Italia, dal nord al sud, isole comprese, per una media di 657 minuti di conversazioni al mese. Ad aprile sono arrivate 81 chiamate per un totale di 838 minuti; 39 le telefonate arrivate a maggio, per 476 minuti; 18 invece a giugno, per un totale di 231 minuti.

Cosa chiedevano

Qualcuno ha chiesto consigli su come pregare perché non riusciva a farlo da solo, qualcun altro invece era desideroso di ricevere la benedizione attraverso il telefono. C’è chi poi chi «ha chiesto di essere confessato, ma per telefono questo non è possibile», spiega uno dei sette sacerdoti che hanno svolto il servizio. Tra i motivi delle telefonate anche la richiesta di un consulto per affrontare problematiche relative al mondo familiare o del lavoro, ma anche della fede, in particolare molti hanno sottolineato di vivere con disagio il non potersi accostare ai sacramenti. Per tutti c’è stato ascolto, dialogo e disponibilità a recitare insieme una preghiera.

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