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Svolta nel caso dell'omicidio del commerciante di Novoli: fermati un dipendente e suo fratello

L'iraniano è morto dopo una lunga agonia. L'ipotesi è una rapina finita male da parte dei due fratelli brasiliani: avrebbero tentato la fuga

Svolta nel caso dell'omicidio del commerciante di Novoli: fermati un dipendente e suo fratello
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La svolta per l’omicidio del commerciante iraniano Kiomars Chaikar Safaei è arrivata nella notte tra sabato 2 e domenica 3 dicembre 2023. Le forze dell'ordine hanno individuato e fermato due fratelli di origine brasiliana: uno di essi era un ex dipendente di Safaei, licenziato due mesi prima, l'altro lavorava ancora per lui.

Entrambi sono ritenuti, al momento i responsabili dell'omicidio avvenuto a Novoli in via De Pinedo 58 lo scorso 30 novembre 2023. La morte del 72enne potrebbe essere il risultato di una rapina finita male.

Possibile tentativo di fuga

I due fratelli brasiliani - secondo quanto riportato da La Nazione - sarebbero stati in procinto di abbandonare l'Italia. Se il delitto fosse confermato a loro carico, si potrebbe pensare a questo punto ad una fuga. Come subito intuito dai primi accertamenti che non rilevarono alcune effrazioni all'ingresso della casa di Kiomars, chiunque lo avesse ucciso sarebbe stato un conoscente a cui la vittima ha aperto la porta della propria abitazione.

Entrambi inoltre conoscevano bene le abitudini dell'iraniano e probabilmente anche come gestiva gli incassi del suo banco di souvenir al mercato del Porcellino. Soldi che - stando a quanto trapelato finora - i due avrebbero cercato mettendo a soqquadro la casa.

Le telecamere

Grande importanza, come accennato nei giorni scorsi, l'hanno avuta le telecamere del palazzo. Le immagini registrate mostrerebbero due soggetti entrare prima ancora dell'arrivo a casa di Kiomars ed uscire successivamente. Come detto in apertura, i due avrebbero organizzato una rapina il cui risultato potrebbe essere diverso da quanto pianificato.

Kiomars, morto dopo una lunga agonia, è stato colpito e legato ad una sedia, gli è stata tappata la bocca e coperto la testa con un sacchetto. Quel sacchetto, con probabilità servito inizialmente per impedirgli di vedere i suoi aggressori, potrebbe esser stato decisivo alla morte. Ulteriori dettagli saranno comunicati nel corso di una conferenza stampa della procura prevista conseguentemente all'eventuale convalida del fermo da parte del giudice.

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