Un lungo iter giudiziario

Strage di Viareggio, Vincenzo Soprano (ex AD Trenitalia) si è costituito: condanna a 4 anni e 2 mesi

Ci sarà un appello ter per il ricalcolo della pena per le attenuanti generiche per l'ex ad di Fs Moretti e altri imputati

Strage di Viareggio, Vincenzo Soprano (ex AD Trenitalia) si è costituito: condanna a 4 anni e 2 mesi
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Dovranno ancora attendere per ottenere quella giustizia che chiedono da anni. Si è pronunciata ieri, lunedì 15 gennaio 2024, la Cassazione bis sulla strage di Viareggio, ma ha chiesto l'appello per altre 16 persone.

La sentenza dopo 14 anni

Era il 2009, per la precisione le 23.49 del 29 giugno, quando un treno merci sviò, provocando l'incidente con una cisterna contente gpl. Morirono 32 persone e un centinaio di feriti. Da allora sono susseguite, proteste, dolore, udienze fino alle serata di ieri.

La corte di Cassazione di Roma ha riconosciuto le responsabilità civili e penali, al termine di una camera di consiglio durato oltre cinque ore. I giudici hanno, inoltre, disposto un terzo processo di appello davanti ai magistrati di Firenze, limitatamente alle attuanti generiche, per alcuni imputati tra i quali l'ex ad di Fs e Rfi, Mauro Moretti condannato nell'appello bis a cinque anni. La decisione dei supremi giudici porterà ad un abbassamento della pena.

Soprano si è costituito

Si è costituito nel carcere di Rebibbia, a Roma, Vincenzo Soprano l'ex ad di Trenitalia dopo la sentenza della Cassazione che ha reso definitiva la condanna a 4 anni e due mesi nell'ambito della vicenda della strage di Viareggio.

Il manager ha varcato l'ingresso nel penitenziario questa mattina. "Non è da sistema giudiziario equo - ha commentato il suo difensore, l'avvocato Alberto Mittone - che una persone vada in carcere dopo 15 anni per una fattispecie colposa", lo riporta l'ANSA.

Confermate le responsabilità penali e civili

A spiegare la sentenza è la Corte, che in una nota diffusa alla stampa, ha spiegato che sono state confermate "le responsabilità penali e civili già accertate per il disastro verificatosi in Viareggio il 29 giugno 2009.

In parziale accoglimento del ricorso degli imputati Schröter Andreas, Kriebel Uwe, Pizzadini Paolo, Gobbi Frattini Daniele, Moretti Mauro, Elia Michele Mario, Kogelheide Rainer, Linowski Peter, Mansbart Johannes, Mayer Roman, Castaldo Mario, Brödel Helmut, ha annullato la sentenza emessa dalla Corte di appello di Firenze il 30 giugno 2022, limitatamente all'entità della riduzione di pena inflitta a tali imputati per le circostanze attenuanti generiche, che era stata determinata in un nono dalla Corte di appello, con rinvio, per nuovo giudizio sul punto, ad altra sezione della Corte di appello di Firenze".

Per i familiari è una vittoria a metà

E' un cerchio che ancora non si chiude quello della strage di Viareggio. I familiari, anche qualche giorno prima della sentenza, si erano dati appuntamento proprio in quelle zone dove scoppiò l'incendio. Una fiaccolata silenziosa per ricordare le vittime. Adesso devono ancora fare i conti con un altro iter giudiziario.

"Il ricalcolo della pena evita il rischio degli arresti - spiega l'avvocato difensore, Ambra Giovene -. Il carcere non lo rischia sicuramente: la riduzione della pena che potrebbe essere comminata a Firenze la farà scendere, non sarà più pari a cinque anni" .

Una attesa lunga 14 anni. Un calvario che dura da quando quella notte a causa di un guasto deragliò un carro merci incendiando, in una alta palla di fuoco, un carico di gpl. Come detto, nel rogo morirono 32 persone, e decine rimasero ferite e ustionate.

"L'unica cosa che abbiamo capito è che sono state riconosciute le responsabilità - ha commentato Marco Piagentini, presidente di "Il mondo che vorrei", l'associazione dei familiari delle vittime e che porta sul corpo si segni di quella tragedia-. Ora però vogliamo capire bene con i nostri avvocati il dispositivo della sentenza".

La Corte ha, infatti, parzialmente accolto i ricorsi di alcuni imputati oltre a quello di Moretti, anche quelli di Andreas Schroter, Uwe Kriebel, Paolo Pizzadini, Daniele Gobbi Frattini, Michele Mario Elia (ex ad di Rfi), Rainer Kogelheide, Peter Linowski, Johannes Mansbart, Roman Mayer, Mario Castaldo ed Helmut Broder. I giudici hanno quindi annullato con rinvio la sentenza d'appelo-bis "limitatamente - spiega la Cassazione in una nota - all'entità della riduzione di pena inflitta a tali imputati per le circostanze attenuanti generiche, che era stata determinata in 1/9 dalla Corte di appello".

Dovrà pronunciarsi di nuovo la corte di Firenze

Da Roma a Firenze per un altro iter giudiziario con i giudici di secondo grado di Firenze che dovranno effettuare un nuovo procedimento sul punto. Rigettato, invece, il ricorso di Vincenzo Soprano (ex ad di Trenitalia) per il quale la condanna a 4 anni e 2 mesi è diventata definitiva.

Nelle motivazioni della sentenza del 2022 i magistrati stabilirono che Moretti ebbe colpe nella strage per la mancata tracciabilità e per i controlli inadeguati sui carri merci noleggiati da società tedesche, ma non perché Rfi e Fs non avessero imposto un limite di velocità ai convogli in transito in stazione.

Le tappe del processo

Ci sono voluti 8 anni prima che ci fosse una prima sentenza. E' il 31 gennaio 2017 quando il tribunale di Lucca emette 23 condanne per un totale di 168 anni di carcere e 10 assoluzioni. C'è anche Mauro Moretti tra i nomi, ad di Ferrovie nel 2009.

Il 20 giugno 202o si è pronunciata la corte d'appello del tribunale di Firenze, che conferma le condanne. Poi la Cassazione, due anni dopo (8 gennaio 2021) fa cadere l’aggravante dell’incidente sui luoghi di lavoro. Così finisce in prescrizione il capo di accusa dell’omicidio colposo. Il 30 giugno 2022 arriva la sentenza di appello – bis.

Ieri è stato segnato un altro capitolo, che prolunga ulteriormente un iter lunghissimo.

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