“A due anni dalla strage sul lavoro di Via Mariti, chiediamo nuovamente giustizia per le vittime e un cambiamento reale nelle politiche di sicurezza sul lavoro.” Questa è la posizione della Cgil espressa durante le commemorazioni istituzionali per il crollo avvenuto al cantiere del supermercato nella periferia Nord-Ovest di Firenze. Il sindacato sottolinea che la memoria non deve rimanere solo un simbolo.
I dati dimostrano che non c’è stata una reale inversione di tendenza: in provincia di Firenze, tra il 2023 e il 2024, gli infortuni sono aumentati, con i decessi che sono passati da 4 a 10. A crescere sono soprattutto gli incidenti che coinvolgono lavoratori migranti, con un incremento del 6% in provincia e del 3% in Toscana. Questo trend continua nel 2025, con un +4% di infortuni totali nel settore delle costruzioni in Toscana.
Secondo il sindacato, “la cosiddetta patente a crediti non ha garantito una reale qualificazione delle imprese: i requisiti sono autocertificati e le patenti rilasciate risultano essere molte meno di quelle stimate. Nel frattempo, i controlli si stanno assottigliando: il decreto semplificazioni prevede un preavviso di 10 giorni per le ispezioni e limita i controlli successivi in caso di esito positivo. Rimane irrisolto il problema delle catene di appalti e subappalti, emerso drammaticamente in questa triste circostanza.”
“Processi lunghi e famiglie lasciate sole. È necessaria una Procura nazionale del lavoro e il gratuito patrocinio per le vittime e i loro familiari. Servono controlli reali, formazione seria, regole stringenti sugli appalti e tempi certi nei processi. La vita delle persone non deve essere considerata un costo d’impresa,” conclude la Cgil.