Fiorentina e Comune di Firenze hanno circa un mese di tempo per raggiungere un accordo definitivo riguardo ai lavori di ristrutturazione dello stadio Franchi.
Il club è disposto a investire 85 milioni di euro, suddivisi in 55 milioni per completare il secondo lotto dei lavori e 30 milioni per arredi, skybox e aree hospitality. In cambio, la Fiorentina richiede una concessione molto lunga, compresa tra i 70 e gli 80 anni.

L’accordo si basa su un dialogo avviato in precedenza tra Joe Barone e l’ex sindaco Dario Nardella, che prevedeva di condividere i costi del secondo lotto, stimati in 100 milioni.
Tuttavia, l’aumento dei costi, principalmente dovuto al caro energia, ha innalzato la cifra complessiva a 111 milioni, con una ripartizione di 55 milioni a carico del Comune e 55 della Fiorentina.

Permangono però alcuni punti critici da affrontare.
Il primo riguarda i 30 milioni destinati ad arredi e aree hospitality: secondo il Comune, tali costi devono essere sostenuti da chi gestisce lo stadio, mentre la Fiorentina accetterebbe di coprirli solo con una concessione più lunga. Inoltre, il club evidenzia perdite economiche di circa 7 milioni all’anno dovute alla riduzione della capienza durante i lavori, stimando un totale di circa 30 milioni fino al 2029.
Altri aspetti da chiarire riguardano la destinazione di eventuali fondi pubblici provenienti dalla Regione e dal decreto Stadi e la complessa realizzazione dei nuovi spogliatoi durante le partite. L’obiettivo è concludere l’accordo rapidamente per presentare una candidatura credibile dello stadio per Euro 2032 entro luglio, probabilmente attraverso un project financing che conferirebbe alla Fiorentina un ruolo centrale nella gestione dei lavori.