Ricorsi contro il decreto

Sei Enti locali impugnano il decreto di Valutazione di impatto ambientale per il nuovo aeroporto di Firenze

I ricorrenti segnalano carenze istruttorie e un impatto ambientale sottovalutato dall'ampliamento aeroportuale.

Sei Enti locali impugnano il decreto di Valutazione di impatto ambientale per il nuovo aeroporto di Firenze
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Il 12 gennaio, i Comuni di Sesto Fiorentino, Calenzano, Campi Bisenzio, Carmignano e Poggio a Caiano, insieme alla Provincia di Prato, hanno notificato i ricorsi contro il decreto di Valutazione di impatto ambientale (VIA) relativo al nuovo aeroporto di Firenze.

I ricorsi verranno formalmente depositati entro trenta giorni al Tar, in conformità con le disposizioni di legge.

Tra i profili di illegittimità segnalati, emergono carenze istruttorie, procedimentali e documentali che, in vari casi, hanno portato a trascurare le questioni ambientali e a sottovalutare l’impatto significativo che l’opera avrà sulla vivibilità della Piana.

Secondo gli Enti locali che hanno presentato ricorso, la fase di analisi e la definizione dei fondamenti su cui si basa il nostro ricorso rivelano una sostanziale coincidenza tra i problemi di questo progetto e quelli del precedente, traducendosi in profili di illegittimità contestati al Tar.

La nuova pista rischia di cancellare il parco agricolo della Piana, aree umide vitali per la biodiversità, attività agricole e ricreative, oltre a compromettere le attività del Polo universitario. Questa situazione si verificherebbe in nome di un modello di sviluppo errato, esclusivamente focalizzato sul turismo di breve periodo e sul lavoro precario, a favore di una città dominata dalla rendita e dai privilegi di pochi, a scapito dell’interesse collettivo.

L’opposizione all’opera continuerà anche in ambito politico e istituzionale: “Asfaltare ettari di territorio rappresenta una scelta antistorica e rischiosa,” affermano i ricorrenti, considerando le recenti alluvioni e le fragilità emerse.

In questo contesto, è fondamentale tornare indietro e reindirizzare le centinaia di milioni di euro pubblici previsti per la pista verso opere di prevenzione del dissesto idrogeologico. Integrare Firenze con gli aeroporti di Bologna e Pisa, pianificando nuovi investimenti infrastrutturali per collegare la Toscana interna con la costa, rappresenterebbe una scelta veramente lungimirante e orientata al futuro.”