urgono interventi

Rissa a Sollicciano, l'allarme del Sappe: "La situazione è fuori controllo"

Ad accendere i fari di nuovo sul penitenziario fiorentino il regolamento di conti tra detenuti albanesi e nigeriani

Rissa a Sollicciano, l'allarme del Sappe: "La situazione è fuori controllo"
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Una situazione fuori controllo, spesso teatro di risse, ma anche degrado e una struttura che cade a pezzi. Ma andiamo con ordine. A riaccendere i fari di nuovo sul carcere di Solliccinao è la rissa dei giorni scorsi tra bande di albanesi e nigeriani.

I fatti

E' stato un vero e proprio regolamento di conti quello della sera di lunedì 5 febbraio 2024. Durante le visite mediche, si sono incrociati detenuti albanesi e nigeriani. Poi, un battibecco tra loro ma i poliziotti presenti sono riusciti ad evitare il contatto fisico. I detenuti albanesi sono risaliti verso la sezione ed hanno atteso l'arrivo del detenuto nigeriano. Appena quest'ultimo ha raggiunto il primo piano del reparto, è stato aggredito violentemente dai detenuti albanesi.

È riuscito, dopo i colpi ricevuti, a raggiungere la propria sezione di appartenenza e raccontato l'accaduto ai suoi connazionali. Alla notizia tutti i detenuti nigeriani si sono organizzati per vendicarsi. Hanno atteso l'apertura del cancello di sbarramento da parte del personale, per permettere al porta vitto di entrare e distribuire la cena, ed è iniziato il caos.

L'allarme di Sappe

Sono stati attimi di terrore e paura - hanno raccontato dal sindacato di Polizia penitenziaria -  e solo grazie al personale che vive in Caserma che, sentito l'allarme, si è precipitato sul posto si è riuscito a mettere in sicurezza il Reparto. Poi l'accusa: "la situazione nel carcere di Sollicciano è ormai fuori controllo".

"Non passa giorno che non si verificano aggressioni nei confronti della Polizia Penitenziaria che presta servizio in Toscana ed a Sollicciano in particolare - ha detto  Donato Capece, segretario generale del SAPPE - Siamo sconcertati dall’assenza di provvedimenti in merito contro chi si rende responsabile di queste inaccettabili violenze, determinando quasi un effetto emulazione per gli altri ristretti violenti. Aggressioni, colluttazioni, ferimenti contro il personale, così come le risse ed i tentati suicidi, sono purtroppo all’ordine del giorno".

Le richieste del sindacato

"Servono interventi urgenti e strutturali che restituiscano la giusta legalità al circuito penitenziario intervenendo in primis sul regime custodiale aperto - hanno ancora aggiunto -  Ci vuole tolleranza zero chi continua a porre in essere comportamenti criminali e delinquenziali durante la detenzione.

Espellere gli stranieri detenuti in Italia, per fare scontare loro la pena nelle carceri dei Paesi di origine, potrebbe già essere una soluzione, come anche prevedere la riapertura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari dove mettere i detenuti con problemi psichiatrici, sempre più numerosi, oggi presenti nel circuito detentivo ordinario.

La Polizia Penitenziaria è veramente stanca di subire quotidianamente gratuite violenze per l'incapacità di una Amministrazione che non riesce ad intercedere ai livelli politici competenti, anch'essi sicuramente non esenti da gravi responsabilità".

Impietosa la denuncia di Capece.

"Tutti i giorni i poliziotti penitenziari devono fare i conti con le criticità e le problematiche che rendono sempre più difficoltoso lavorare nella prima linea delle sezioni delle detentive delle carceri, per adulti e minori. Mi riferisco alla necessità di nuove assunzioni nel Corpo di polizia penitenziaria, corsi di formazione e aggiornamento professionale, nuovi strumenti di operatività come il taser, kit anti-aggressioni, guanti antitaglio, telecamere portatili, promessi da mesi dai vertici ministeriali ma di cui non c’è traccia alcuna in periferia".

 

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