Scoperta discarica abusiva

Rifiuti edilizi abbandonati nel bosco del Bargino: rinvenuti materiali pericolosi

I Carabinieri Forestali individuano una ditta coinvolta in ristrutturazioni. Tre imprenditori edili segnalati all’autorità giudiziaria

Rifiuti edilizi abbandonati nel bosco del Bargino: rinvenuti materiali pericolosi

Un’area boscata di grande pregio ambientale è stata trasformata in una discarica abusiva. Questo è quanto hanno accertato i militari del Nucleo Carabinieri Forestale di San Casciano Val di Pesa, intervenuti in seguito a una segnalazione in località Bargino, situata tra via Cassia per Siena e il Borro delle Tane.

Durante il sopralluogo, i forestali hanno riscontrato un ingente abbandono di rifiuti speciali, sia pericolosi che non pericolosi: circa cinquanta sacconi neri contenenti materiali provenienti da lavori di ristrutturazione edilizia. L’area interessata è caratterizzata da un ecosistema delicato e di particolare valore paesaggistico.

Ispezionando i rifiuti, i militari hanno trovato numerose etichette identificative dei prodotti utilizzati, collegabili ad attività edilizie. Considerata la potenziale presenza di materiali pericolosi, è stata richiesta l’immediata classificazione dei rifiuti ad ALIA Servizi Ambientali, che ha confermato la presenza di rifiuti pericolosi tra i materiali abbandonati.

Le indagini hanno condotto al luogo di utilizzo di quei materiali: un edificio soggetto a diversi interventi edilizi. Tra i materiali rinvenuti vi erano secchi di vernice e pannelli isolanti in stiferite, impiegati per la realizzazione di cappotti termici. I Carabinieri Forestali hanno quindi identificato la ditta responsabile dei lavori, ritenuta colpevole dell’abbandono illecito.

Tre titolari di ditte edili sono stati segnalati all’autorità giudiziaria, ritenuti responsabili della gestione dei rifiuti prodotti durante la ristrutturazione, successivamente abbandonati in un’area adiacente al bosco.

L’operazione si inserisce nell’attività continua dei Carabinieri Forestali contro il fenomeno, purtroppo diffuso, dell’abbandono di rifiuti speciali in zone periurbane e boscate. Materiali come calcinacci, cemento, laterizi, cartongesso o sostanze pericolose pongono un grave rischio per l’ambiente: possono alterare il suolo, compromettere la vegetazione e contaminare le falde acquifere.

Attraverso sopralluoghi, analisi dei materiali e verifiche incrociate sui cantieri attivi, i forestali riescono a ricostruire la filiera dei rifiuti e ad attribuire responsabilità specifiche, rafforzando il principio di legalità e quello del “chi inquina paga”. Un’azione che svolge anche un ruolo deterrente e consente, una volta identificati i responsabili, di avviare le procedure di bonifica e ripristino delle aree colpite, restituendole alla collettività.