CAMPI BISENZIO

La farmacista ricorda Stella: «Sarà sempre nel mio cuore»

Intervista ad Antonella Greco, direttrice della farmacia comunale “Indicatore” dove, sette mesi fa, venne abbandonata una neonata trovata morta.

La farmacista ricorda Stella: «Sarà sempre nel mio cuore»
Piana Fiorentina, 22 Giugno 2020 ore 09:33

L’intervista uscita il 12 giugno su Bisenziosette alla direttrice della farmacia comunale “Indicatore” dove, sette mesi fa, venne abbandonata una neonata, poi trovata morta.

Due settimane fa il Comune ha dato una degna sepoltura alla piccola, che è poi stata chiamata Stella.

La farmacista ricorda Stella

«Spero solo che il sacrificio di Stella non sia stato vano, spero possa evitare che tragedie del genere si ripetino. Altrimenti non ho pace».

E’ questa la speranza di Antonella Greco, 37 anni, direttrice della farmacia comunale “Indicatore”, che a novembre scorso è stata teatro dell’abbandono e della morte orribile della neonata chiamata Stella. Dopo quasi un anno, quel corpicino dimenticato nell’obitorio di Careggi ha ricevuto un nome e una degna sepoltura grazie al comune di Campi Bisenzio. Antonella, originaria di Cosenza, laureata in farmacia, consigliera comunale di maggioranza, vive da molti anni a Signa e lavora da dieci anni alla farmacia dell’Indicatore a Campi. Un lavoro che fa con passione, dedizione e grande sensibilità. Al funerale della piccola, era presente con le sue colleghe che, in quella mattina di novembre, videro la neonata morta dentro la borsa. Uno choc che ha segnato per sempre le loro vite.

Antonella come ha vissuto i mesi dopo quel ritrovamento?

«Sono stati mesi difficili per tutte noi. Ricominciare a lavorare non è stato semplice. Abbiamo tolto il contenitore dei farmaci scaduti (la borsa con la piccola era stata lasciata accanto a quel contenitore ndr). Tutte le volte che vedevamo entrare un bambino in farmacia era una botta nello stomaco. Abbiamo trascorso tanto tempo e pensare e ripensare, a ripercorrere le ore di quei giorni per cercare di capire. La sera prima del ritrovamento era lunedì e io ero stata l’ultima a uscire dalla farmacia. Pensavo che avessero lasciato farmaci scaduti, in quel periodo succedeva spesso.
Era buio e mi sono allontanata, mentre camminavo però sono tornata indietro per un controllo ma non avevo guanti. Mi sono avvicinata e con la torcia del cellulare e ho guardato, senza toccare. La borsa non era sigillata ma non si vedeva nulla. Ho pensato che sarebbe stato meglio chiamare i carabinieri. Infatti la mattina dopo li abbiamo chiamati».

Sono stati i carabinieri quindi a trovarla.

«Sì, io quando li ho visti preoccupati ho pensato che ci potesse essere della droga mai avrei pensato a una neonata. E’ stato terribile. In questa tragedia mi auguro che ci sia un dramma dietro. Penso che si potesse fare di più come istituzione sanitaria e mi chiedo spesso perché proprio a noi. Quel giorno come sempre, dall’apertura della farmacia fino alla sera è passato di tutto, questa è una zona di passaggio. In quei giorni abbiamo cercato di ricostruire tutto, di ricordarci più cose possibile. Tante ipotesi che a me e alle mie colleghe ci hanno affollato i pensieri per tanto tempo».

Cosa le ha lasciato questa storia?

«Voglio far passare il messaggio che non si deve arrivare a questi gesti, che esistono le soluzioni, ci sono le culle termiche e ci sono sempre le persone con le quali parlare. Il modo per aiutare si trova sempre. Io conosco tante coppie che non possono avere figli e questa bambina sarebbe stata un dono del cielo. Oggi non si può arrivare a questo, dobbiamo sensibilizzare di più sul valore della vita. Non si può sprecare una vita umana. Dobbiamo ricordarci tutti di Stela. E’ un atto dovuto. Bisogna fare il possibile perché il sacrificio di questa bambina non sia stato vano ed abbia un senso. Altrimenti non ho pace. A volte la gente che ha un problema si sente sola ma c’è sempre qualcuno pronto ad aiutarci. Non si è mai soli».

La sua farmacia è un punto di riferimento per molte persone.

«Faccio il mio lavoro con il cuore e abbiamo creato un bel gruppo ma la cosa più bella è che riusciamo a trasmettere questa passione anche ai nuovi dipendenti. Credo molto che la farmacia comunale debba essere vicina alla gente, dare un servizio importante ai cittadini, alla comunità, che abbia come obiettivo anche quello di creare identità. Tutto questo al di là della vendita di farmaci. E’ importante instaurare un rapporto con le persone che si rivolgono a noi. Come il nostro sindaco, anche io, credo tanto nella comunità e nell’importanza di stare insieme».

Una vicenda che è stata gestita con grande sensibilità anche dall’amministrazione comunale.

«Il sindaco Emiliano Fossi ha mostrato una grande sensibilità, al funerale della piccola ha pronunciato un bel discorso sul senso della vita e sui figli. Anche l’assessore Riccardo Nucciotti si è dato molto da fare. Quando è stato ritrovato il corpicino mi sono stati tutti molto vicini».

Pensa di fare qualcosa in nome di Stella?

«Sì ci sto pensando. Dobbiamo tenere vivo il suo ricordo con un evento, con una intitolazione perché è importante dare un senso a questa terribile morte. Lei deve ricordarci sempre il valore della vita che on può essere calpestata così. Stella è stata trovata ma chissà quanti bambini sono stati abbandonati e mai trovati. Bisogna informare il più possibile».

Chi ha scelto il nome della bambina?

«E’ un nome che mi piace, l’ho proposto al sindaco e lui lo ha approvato. Volevo farla sentire importante. Lei sarà sempre nel mio cuore».

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