La «Banda della pizzeria» rapinava gioiellerie

Arrestati tre banditi a un anno dal colpo, messo a segno a Milano. Uno, Antonio Faulisi, catanese di 51 anni, è residente a Colle Val d’Elsa

La «Banda della pizzeria» rapinava gioiellerie
Val d'Elsa, 19 Gennaio 2019 ore 14:14

La «Banda della pizzeria» rapinava gioiellerie. E’ stata ribattezzata la «Banda della pizzeria» perché due dei tre malviventi lavoravano in un locale di via Aldini a Milano. Uno, Raffaele Tatullo, 46 anni, era il titolare, l’altro, Sergio Di Ceglie, 55 anni, era il pizzaiolo. Il terzo componente della banda è Antonio Faulisi, catanese di 51 anni residente a Colle di Val d’Elsa.

Il colpo a Milano

I tre sono accusati di aver messo a segno una rapina ai danni della gioielleria «O’reficeria» di via Mac Mahon 22 a Milano il 30 gennaio dello scorso anno. Entrati nel negozio come finti clienti, avevano immobilizzato le titolari, legandole mani e piedi alla sedia con del nastro adesivo, dandosi poi alla fuga con un bottino di 40mila euro (200 orologi Pierre Bonnet, dieci anelli d’oro, altri monili e denaro contante), portandosi via anche l’impianto di videosorveglianza che aveva ripreso il colpo.

Martedì, però, a distanza di un anno e al termine di laboriose indagini, i tre rapinatori sono stati arrestati. In realtà Tatullo e Di Ceglie erano già in carcere per altri reati simili ed hanno solo ricevuto l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Elisabetta Meyer su richiesta del pm David Monti, che ha coordinato le indagini. Faulisi, invece, è stato arrestato dalla Polizia di Stato grazie agli investigatori della Squadra Mobile della Questura di Siena, che hanno svolto le indagini in stretta collaborazione con i colleghi di Milano. La Mobile milanese, infatti, visionando i filmati delle telecamere comunali e private della zona, ha identificato tre vetture sospette, che erano passate più volte davanti alla gioielleria, con lo scopo di fare dei sopralluoghi prima della rapina. Successivamente è emerso che un’auto era intestata a un autonoleggio di Colle Val d’Elsa e in uso a un soggetto legato al Faulisi, che in occasione di un controllo di Polizia era stato identificato a Siena a bordo di quell’autovettura.

Gli sviluppi nel Senese

Dagli accertamenti tecnici eseguiti, la Polizia di Stato è quindi risalita al 51enne, che somigliava molto alla descrizione che le vittime avevano fornito agli investigatori. Sono iniziati così anche i controlli della Squadra Mobile senese, che ne ha seguito gli spostamenti e le frequentazioni. Da qualche giorno l’uomo si era reso irreperibile dalla sua residenza, ma i poliziotti che stavano sulle sue tracce l’hanno aspettato in un parcheggio a Colle Val d’Elsa, dove sapevano che sarebbe arrivato per un incontro.

L’uomo, peraltro era, già stato già condannato per rapine e solo un anno fa aveva finito di scontare nel carcere di San Gimignano una condanna per omicidio doloso commesso a Catania negli anni 90’. Proprio lì aveva conosciuto gli altri criminali, complici nella rapina di Milano, con cui era rimasta una solida amicizia. Dopo l’arresto, Faulisi è stato subito condotto nel carcere Santo Spirito. Rischia una nuova condanna fino a venti anni di carcere.

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