Il Comune di Impruneta annuncia l’esito favorevole dell’azione legale intrapresa per tutelare l’onore e l’integrità dell’Ente, a seguito di dichiarazioni diffamatorie diffuse sui social da un cittadino.
Con la sentenza n. 1302/25, il Tribunale di Firenze ha accertato la responsabilità dell’imputato per il reato di diffamazione ai sensi dell’art. 595 c.p., per aver descritto l’Amministrazione comunale come “tangentisti”, insinuando comportamenti illeciti privi di fondamento.

Nella motivazione della sentenza, il giudice ha sottolineato che le affermazioni erano state pubblicate in un gruppo social con oltre 6.000 utenti, raggiungendo così un ampio pubblico.
È stato inoltre evidenziato che le accuse mosse all’Amministrazione non si fondavano su dati oggettivi, ma su una mera supposizione personale dell’autore, presentata come un fatto vero.

Il Tribunale ha escluso l’applicazione della scriminante del diritto di critica politica, osservando che essa può operare solo in presenza di un nucleo minimo di verità, del tutto assente nel caso in esame.
Il giudice ha inoltre specificato che la persona offesa è il Comune di Impruneta, essendo stata l’Amministrazione comunale a promuovere l’azione legale.

Il Tribunale ha quindi condannato l’imputato a una multa di 650 euro, oltre alle spese processuali, e al risarcimento dei danni morali, liquidati in 10.000 euro, nonché al rimborso delle spese di costituzione di parte civile.
Nell’ottica di evitare ulteriori strascichi giudiziari e su richiesta dell’imputato, il Comune di Impruneta ha deciso di conciliare la vertenza applicando una riduzione del 30% sull’importo del risarcimento stabilito dal giudice.