Frattura il naso al barista per non pagare l'acqua

Il caso è finito dal giudice di pace di Firenze e su BISENZIOSETTE del 27 luglio 2018. Lunedì prossimo il processo si concluderà.

Frattura il naso al barista per non pagare l'acqua
Cronaca Firenze, 22 Febbraio 2019 ore 15:06

E’ successo a febbraio del 2013 in un bar della stazione di Santa Maria Novella. Il caso è finito dal giudice di pace di Firenze e su BISENZIOSETTE del 27 luglio 2018. Lunedì prossimo il processo si concluderà.

Frattura il naso al barista per non pagare l'acqua

Il barista voleva che lui pagasse il bicchiere d’acqua insieme al caffè, ma il cliente non d’accordo gli tira una testata e gli frattura il setto nasale.
La vicenda, accaduta a un bar della stazione di Santa Maria Novella, che risale al febbraio del 2013, è finita davanti al giudice di pace.
A querelare il cliente rissoso, è stato l’ex barista 24enne che adesso lavora in un altro bar della zona.
Il giovane barista ha raccontato al giudice di pace quello che successe quella mattina di cinque anni fa.

«R. V. era un cliente abituale - ha spiegato il barista - perché lavorava in un negozio vicino al bar della stazione dove ero dipendente all’epoca. La sera prima venne a prendere un caffè e un bicchiere d’acqua. Dopo aver consumato pagò solo il caffè. La mattina dopo tornò e chiese un altro caffè e un altro bicchiere d’acqua. Quindi io gli dissi che doveva pagare anche il bicchiere d’acqua della sera prima».

Il bar adesso ha cambiato gestione ma all’epoca sui listini, come ha specificato poco dopo anche il responsabile del locale, ascoltato come teste subito dopo, era specificato che il bicchiere d’acqua era a pagamento.

«Subito dopo aver detto questo - ha continuato il barista davanti al giudice di pace - mi sono spostato dal bancone dove ero per andare al reparto gastronomia e servire un altro cliente. E’ stato a quel punto, quando sono passato davanti a lui per andare all’altro bancone a servire l’altro cliente che mi ha seguito un attimo e poi subito dopo mi ha afferrato per il collo e ha cercato di tirarmi un pugno in faccia. Io sono riuscito a scansarmi, ma così facendo sono finito con la schiena contro il bancone. Mentre mi ritiravo in avanti dopo aver colpito il bancone R. V. mi ha tirato una testata».

A quanto hanno riferito subito dopo il suo responsabile e un collega dell’epoca, subito alcuni avventori del locale e il suo capo stesso sono andati a dividere i due e hanno fatto uscire R. V. aiutando il barista con il naso che sanguinava copiosamente.
Il barista è stato portato la pronto soccorso e la prognosi è stata a 25 giorni con la frattura del setto nasale. Lo stesso poi ha continuato:

«So che R. V. è tornato il giorno dopo per chiedere scusa, come mi hanno riferito i colleghi perché io non c’ero. Immagino lo abbia fatto soprattutto per chiedermi di non sporgere querela. L’ho poi rincontrato in seguito anche da quando lavoro in questo nuovo bar perché è comunque vicino a dove lavora lui. Mi ha sempre guardato male da allora, come se di quello che è accaduto avessi colpa io e non lui».

Ascoltati subito dopo i due testi presenti, il responsabile e il collega che erano presenti quel giorno, l’udienza è stata rimandata al prossimo aprile quando si terrà la discussione.
Tutto per un bicchiere d’acqua non pagata.

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