Per decenni, la cooperativa Forteto ha utilizzato acque in modo illegittimo.
Questa situazione è emersa durante l’audizione del professor Leonardo Quagliotti, commissario di Fortemugello, nuovo nome della cooperativa Forteto, attualmente in liquidazione giudiziale, di fronte alla commissione parlamentare d’inchiesta sulla cooperativa di Vicchio.
La cooperativa mugellana ha più volte richiesto alla Regione una concessione per l’acqua potabilizzata, ma tutte le domande sono state respinte.

Secondo le stime, il caseificio ha consumato almeno 30 milioni di litri di acqua prelevata illegalmente dal pozzo Sieve ogni anno.
Questa sorgente è troppo vicina all’impianto di depurazione della stessa cooperativa per essere utilizzata.
Nel 2012, quando il Forteto ha richiesto un cambiamento di classificazione al Genio Civile, da irriguo a potabile, la richiesta è stata negata.
In seguito, sono stati richiesti gli ultimi cinque anni di canoni demaniali per le acque, ma non sono emerse valutazioni sui volumi d’acqua utilizzati per il caseificio né sono stati registrati danni erariali.

Attualmente, il liquidatore sta valutando la possibilità di collegare l’impianto all’acquedotto per rendere la struttura più appetibile sul mercato.
Inoltre, la cooperativa si trova a fronteggiare problemi logistici, poiché non può attingere acqua dal Sieve a causa di vincoli stabiliti durante la costruzione della diga del Bilancino.
È emerso anche che il caseificio era coperto di eternit.
Una questione allarmante è che la cooperativa ha perso un finanziamento a fondo perduto di 750mila euro, per il quale avrebbe dovuto aggiungere 300mila euro, che avrebbe potuto essere utilizzato per ripristinare la struttura e forse evitare la liquidazione.

Il liquidatore ha stimato l’attivo in circa 4,5 milioni di euro, considerando terreni e ville, ma ha valutato a zero il caseificio per le problematiche riscontrate, mentre i passivi ammontano ad almeno 4,3 milioni di euro.
Dieci milioni di euro rimarrebbero esclusi, di cui sette milioni richiesti dalle vittime.