La polemica

Firenze, fa discutere la campagna pubblicitaria di Escort Advisor

Tanti cittadini si sono indignati, altri l'hanno presa a ridere

Firenze, fa discutere la campagna pubblicitaria di Escort Advisor
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La pubblicità - recita un vecchio proverbio - è l’anima del commercio. Ma quando questa è un po’, diciamo, “imbarazzante” fa discutere e non poco.

È quello che sta succedendo in diverse città d’Italia, tra le quali Firenze, dove per le strade è comparsa la campagna pubblicitaria di un sito specializzato nel recensire e nell’offrire i “servizi” delle escort.

La pubblicità riguarda Escort Advisor il primo sito di recensioni escort in Europa che indicizza gli annunci pubblicati sui principali siti di escort.

Gli slogan

“Vieni nel posto giusto”, oppure “Non venire qui” o “Grazie per essere venuti” sono solo alcuni degli slogan, che sfruttano giochi di parole ed allusioni più o meno esplicite all’attività sessuale che sono apparsi recentemente per le strade di Firenze e, pare, anche in almeno un’altra ventina di città italiane.

Tra i comuni toscani ci sono Firenze, come detto, Arezzo, Viareggio e Massa.

I graffiti o murales in questione sono stati realizzati con vernice bianca e fucsia lavabile.

Chi ha notato per primo queste installazioni ha pensato all’opera di vandali o a un qualcosa di artistico, ma poi ci ha messo poco a capire che si trattava dell’ultima campagna di comunicazione di Escort Advisor, un sito di incontri per adulti.

I promotori dell’iniziativa pare vogliano “premiare” e far conoscere i comuni d’Italia dove si trovano le escort, migliori, o peggiori, in base alle recensioni lasciate dagli utenti, e si presume anche clienti delle suddette escort, del sito.

La reazione della gente

Una campagna pubblicitaria in piena regola che ha fatto sorridere tanti fiorentini e, di contro, ne ha anche fatti indignare molti ma che di certo ha raggiunto il suo primo obiettivo far parlare e far pubblicità al sito.

In fondo come diceva Dorian Gray, noto personaggio letterario di Oscar Wilde: “Non importa che se ne parli bene o male, l'importante è che se ne parli”.

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