Cronaca

Da Quarrata alla Persia suonando l'amata tromba

La storia di Mario Gestri, storico trombettista quarratino, che nel corso della sua carriera ha conosciuto tanti vip ed è finito persino alla corte dello Scia di Persia. L'articolo è uscito nel mese di dicembre sul "Giornale di Pistoia e della Valdinievole"

Da Quarrata alla Persia suonando l'amata tromba
Cronaca Pistoia, 20 Gennaio 2019 ore 15:21

La storia del musicista di Quarrata Mario Gestri, pubblicata lo scorso 7 dicembre sul "Giornale di Pistoia e della Valdinievole" a firma di Fabio Donati. Ad 87 anni, si tratta di uno dei personaggi più conosciuti di tutta la cittadina.

Mario Gestri, da Quarrata alla Persia

Il 4 novembre si festeggiava la Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate e tra le celebrazioni indette dalla città c’è stata la performance musicale di un quarratino d’eccezione, Mario Gestri della Filarmonica Comunale Giuseppe Verdi. Musicista da più di 60 anni, in quell’occasione Mario ha suonato con la sua fedele tromba “Il silenzio” prima della deposizione della corona davanti al monumento ai caduti in via Vittorio Veneto.
Questa è solo l’ultima apparizione in pubblico di uno dei musicisti quarratini più famosi che ai suoi tempi, gli anni ‘50 e ‘60, girò mezzo mondo con il suo gruppo, “Corrado e i 93”.
In quel periodo, infatti, ebbe occasione di conoscere molte personalità, italiane e non, fra cui Mario ricorda la stretta di mano con il terzo presidente d’Italia Giovanni Gronchi e un pranzo offerto da Ugo Tognazzi.
«Ho iniziato a suonare come allievo della banda intorno al ‘46 – ricorda Mario, che oggi ha 87 anni –  Nel 1952 io e alcuni amici abbiamo formato un gruppo di musica leggera, “Corrado e i 93”: Corrado era un nostro caro amico e 93 era la somma dei nostri anni; com’eravamo giovani».
Mario suonava, e tutt’ora suona, il trombone a tiro, il fricorno baritono, il trombone, il basso e il contrabbasso. I Corrado e i 93 fecero presto un grande successo nelle sale da ballo, nei teatri e nei locali pratesi e fiorentini arrivando anche alla pubblicazione di diversi dischi con case discografiche importanti come la RCA e la Vogue.

Nel 1953 Arzelio Belli li richiamò a Quarrata, alla “Pipiona” (il vecchio Cinema moderno) per suonare al carnevale: fu una grande festa per tutta la città, tanto che “Corrado e i 93” si meritarono un articolo del compianto Vivaldo Matteoni, storico giornalista della città.
Successivamente diventarono habituè dei club italiani più importanti come il Don Rodrigo di Milano, lo Chez Moi di Firenze e il Trocadero di Napoli, dove Mario conobbe, fra gli altri Ugo Tognazzi, Claudio Villa, Alberto Sordi, Totò, Gina Lollobrigida, Walter Chiari, Achille Togliani e Luciano Tajoli.
Poi, quando la loro fama divenne internazionale, iniziarono a girare il mondo: si stabilirono in Svizzera, dalla quale i giovani musicisti partivano con le loro macchine americane e la roulotte al seguito per andare a suonare in Germania a Norimberga, Francoforte, Monaco, in Belgio a Liegi, e poi in Danimarca, in Svezia, in Norvegia, in Francia e a Beirut.
Furono anche scritturati dallo Scià di Persia (l’odierno Iran), per suonare sei mesi in un suo albergo a Teheran, il Park Hotel.
«L’esperienza a Teheran fu bellissima - ha aggiunto Gestri - Prima di andare, ricordo che guidavo una Chevrolet a 8 cilindri con dietro la mia roulotte attaccata; avevamo la residenza in Svizzera dalla quale era più facile muoversi per l’europa. A Zurigo fra l’altro conobbi Fred Buscaglione e Renato Carosone».
Una carriera ricca di soddisfazioni e di riconoscenze da tutto il mondo dello spettacolo, fino a che, nel 1968 Mario abbandonò il gruppo, anche se non abbandonò mai la musica. Dopo essere tornato nella sua città d’origine, Quarrata, iniziò a suonare in alcuni gruppi locali e per la Filarmonica Giuseppe Verdi, finchè, nel 1977 sposò Gabriella in seconde nozze dalla quale ha avuto un figlio, Francesco, il suo quarto.
«Suono da più di 70 anni – racconta Mario – La musica per me è tutto, è la vita. è stata il mio pane per tanto tempo, la mia professione e non vorrei mai smettere, almeno finché la salute e il fiato me lo permetteranno io continuerò a suonare».
Magari non molti quarratini, soprattutto i più giovani, non conosceranno questo “eterno ragazzo” che ha portato per decenni in alto il nome della città del mobile e che adesso, alla soglia dei novant’anni, ha sempre una voglia matta di mettersi in gioco e dilettarsi con i suoi strumenti che lo hanno reso davvero celebre in tutto il mondo.