LUTTO

Ciao Pablito, a 64 anni se n’è andato nella notte Paolo Rossi

A darne la notizia stanotte la moglie Federica Cappelletti sul suo profilo Instagram.

Ciao Pablito, a 64 anni se n’è andato nella notte Paolo Rossi
Cronaca Prato, 10 Dicembre 2020 ore 08:06

Quell’immagine delle braccia alzate al cielo tutta Italia ce l’ha ben stampata in testa, nei ricordi o nelle immagini descritte dai genitori, dai nonni.

Foto dal profilo Instagram della moglie Federica Cappelletti.

Ciao Pablito

Santa Lucia, Prato e l’Italia intera questa mattina si sono svegliate con la notizia che in poche ore ha già fatto il giro dei social, la morte di Paolo Rossi, il simbolo della vittoria dei mondiali del 1982, uno dei calciatori più amati di tutti i tempi in Italia.

Paolo Rossi, soprannominato Pablito, se n’è andato questa notte a causa di un male incurabile. La prima a darne notizia su Instagram la moglie Federica Cappelletti.

Paolo Rossi, nato e cresciuto a Prato, aveva iniziato da piccolo nel Santa Lucia, molti anni prima di diventare il simbolo della nazionale italiana di calcio con quel mondiale vinto nel 1982.

Fu lui il primo nel mondo a vincere nello stesso anno  il mondiale, il titolo di capocannoniere e il pallone d’oro.

Terminata la sua carriera da calciatore però non ha mai lasciato il calcio, come opinionista di Rai e Mediaset.

I ricordi

 

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Un post condiviso da Matteo Biffoni (@mattbiff)

Il sindaco di Prato, Matteo Biffoni lo ha ricordato con due foto sul suo profilo Instagram e una frase:

“Ciao Paolo. Patrimonio di un intero Paese, figlio di questa città.

E grazie per tutte le emozioni che ci hai regalato”.

«Ricordo di aver visto la finale dei mondiali ’82 in un bar a Castiglione della Pescaia insieme ad un amico, ho ancora nella mente la grande gioia per quella vittoria». Il vescovo di Prato Giovanni Nerbini ammette di non essere un grande appassionato di calcio, ma quel giorno di 38 anni fa se lo ricorda benissimo e quando questa mattina ha saputo della morte di Paolo Rossi è rimasto molto colpito e dispiaciuto. Nerbini è diventato vescovo di Prato nel settembre 2019 e non ha avuto modo di conoscere personalmente il calciatore pratese. «Posso dire che mi ha sempre colpito la sua cordialità e la sua faccia sempre sorridente – dichiara Nerbini – era una persona positiva e ispirava molto simpatia, anche per quella sua parlata toscana che lo faceva essere uno di noi. Lo affido nella preghiera ed esprimo le mie sentite condoglianze alla moglie Federica».

Il parroco della sua infanzia

Paolo Rossi era nativo di Santa Lucia, paese a nord di Prato. Il parroco della sua infanzia è lo stesso di oggi, don Mauro Rabatti, che lo ricorda con grande affetto. «Insieme al fratello Rossano frequentava la parrocchia, qui ha ricevuto i Sacramenti e qui è cresciuto nella squadra del Santa Lucia. Fin da ragazzino dimostrava di essere un calciatore promettente e quando passò, prima all’Ambrosiana del Soccorso e poi alla Cattolica Virtus di Firenze, si capì subito che sarebbe diventato un campione».

Il Governatore della Toscana Giani

“Con profondo cordoglio e commozione, a nome mio personale e della Regione Toscana, mi associo al dolore della famiglia per la scomparsa di Paolo Rossi, il più grande calciatore toscano e uno dei più forti giocatori italiani di tutti i tempi. Quei tre gol al Brasile ai mondiali del 1982, che aprirono la porta alla conquista del titolo da parte degli azzurri, sono rimasti nella storia del calcio mondiale. Rossi era toscano di Prato. Il suo nome è indissolubilmente legato alla squadra del Lanerossi Vicenza che, da neopromossa, portò a sfiorare lo scudetto nel 1978. Alla moglie Federica e ai figli giunga la vicinanza non solo della Regione ma di tutto il popolo toscano”. Ed ancora: “Troveremo sicuramente il modo per rendere un degno omaggio alla memoria e al valore di questo grande uomo di sport”.

Così il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, nell’apprendere la notizia della scomparsa di Paolo Rossi, avvenuta in nottata all’età di 64 anni a Roma.

Paolo Rossi era nato a Prato il 23 settembre 1956. Soprannominato Pablito per le sue giocate alla brasiliana ed i suoi gol straordinari, è passato alla storia del calcio per le reti ai campionati del mondo del 1982 in Spagna dove, oltre a condurre l’Italia alla vittoria finale dopo aver eliminato l’Argentina di Diego Maradona e il Brasile di Zico Arthur Coimbra, si aggiudicò anche il titolo di capocannoniere del torneo. Nello stesso anno vinse il Pallone d’oro. L’Uefa, la confederazione calcistica europea, lo ha inserito nella lista dei migliori calciatori di sempre.

Cittadino onorario di Vicenza, Rossi ha vinto uno scudetto con la Juventus ancora nel 1982, il suo anno di grazie e della sua rivincita dopo la squalifica per calcioscommesse, e ha fatto sognare il titolo di campione d’Italia, nel 1980, anche al Perugia. Insieme a Roberto Baggio ed a Christian Vieri detiene il record italiano di marcature ai mondiali con nove gol. E’ stato inoltre il primo giocatore ad aver vinto nello stesso anno il campionato del mondo, il titolo di capocannoniere del mondiale e il Pallone d’oro. La sua città natale, Prato, ha ospitato il “Pablito great italian emotions”, la mostra ufficiale dedicata a lui e all’Italia del 1982 organizzata dal Comune di Prato insieme alla Prato Promozione con il patrocinio della Regione Toscana e della Provincia di Prato. Anche all’apice del successo è rimasto sempre legato alla società dilettantistica di Prato, il Santa Lucia, dove da ragazzo mosse i suoi primi passi da calciatore.

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