Carmelo Marchese, lo storico orologiaio di Campo Tizzoro

Da 50 anni è l'orologiaio di Campo Tizzoro: questa è la storia di Carmelo Marchese, raccontata nel numero del 7 dicembre scorso del "Giornale di Pistoia e della Valdinievole". Adesso, però, è arrivato il momento di provare a passare la mano.

Carmelo Marchese, lo storico orologiaio di Campo Tizzoro
Pistoia, 20 Gennaio 2019 ore 19:15

Nel dicembre 2018 Carmelo Marchese ha festeggiato il traguardo dei 50 anni di attività nella sua storica bottega di Campo Tizzoro ma, adesso, sta cercando chi volesse rilevare l’attività. “Sono disposto ad insegnare il lavoro anche gratuitamente” ha raccontato nell’intervista pubblicata sul “Giornale di Pistoia e della Valdinievole”.

Il tic-tac di Carmelo Marchese

Avere una passione ed una cura maniacale per i propri prodotti da vendere non la si ritrova quasi più da nessuna parte. Una eccezione esiste, però: è sulla montagna pistoiese, precisamente a Campo Tizzoro e per trovarla basta entrare nella bottega di Carmelo Marchese, lo storico orologiaio del paese che nei giorni scorsi ha festeggiato 50 anni di attività con un evento particolarmente partecipato da tutto il paese e con tanto di targa-ricordo (come si può vedere dalla foto qui a fianco) per immortalare questo momento.
79 anni, spirito da guerriero, mente lucidissima e sguardo aguzzo – come si confà a chi con gli occhi ci lavora quotidianamente per non perdersi fra un ingranaggio e l’altro – deve ancora riprendersi dalla festa alla quale tutto il paese ha partecipato.
«Sono scombussolato – ha detto Marchese – c’era davvero tanta gente e sono rimasto particolarmente colpito: è venuto il sindaco, il maresciallo dei Carabinieri, i volontari della Pubblica Assistenza, la Pro Loco. Erano tutti qui dentro, nonostante il negozio sia abbastanza piccolo, ed ho fatto fatica a stare dietro a tutti coloro che volevano soltanto portare un saluto e, perché no, acquistare un orologio o qualche articolo di oreficeria: adesso è Natale ed ho dato il via ad una scontistica particolare per invogliare i clienti ad acquistare. Ma è tutto in regola e sotto controllo perché quotidianamente mi sento col mio commercialista e mi dice quello che posso, e non posso, fare…».

E’ anche, e soprattutto, in questi frangenti che si capisce l’umanità di quest’uomo partito, con la famiglia, ancora bambino da Trapani per trasferirsi prima a Firenze e successivamente, per motivi di lavoro, a Campo Tizzoro.
«La mia forza di volontà è quella che mi spinge ad andare avanti – ha proseguito Marchese – lo scorso anno è morta mia moglie e sono rimasto solo in casa, cerco di fare del mio meglio ed il traguardo dei 50 anni di attività del negozio mi riempie d’orgoglio. Ho aperto la mia attività in proprio il 17 novembre, di venerdì, del 1968 dopo che già ero stato quassù come rappresentante di un’altra azienda di orologi per fare riparazioni. Quassù scoprii che, in un altro negozio, cercavano personale e prima feci un periodo di prova durante l’estate poi dovetti decidermi perché non potevo certo lavorare in due posti contemporaneamente.
Erano tempi ben diversi per la zona perché la Smi continuava ad andare a pieno regime ed il paese era pieno di persone. Campo Tizzoro è nato ed è cresciuto accanto alla fabbrica: mi ricordo sempre quando era il momento del suono della sirena per il cambio turno. Si parlava, negli anni Settanta, di 700 operai per turno. In negozio ci stava anche mia figlia e, quando arrivava il momento, aprivo la porta e gli dicevo: “tesoro vieni dentro, arriva la sciolta, non vorrei ti succedesse qualcosa”. E così, un attimo dopo, in pochi minuti passavano centinaia di persone che tornavano a casa dopo il lavoro: qualcuno che si fermava in negozio c’era sempre però stavamo dentro, non si sa mai».

Determinato e cocciuto per certi versi («quando aprii, dalla banca mi chiesero se sapevo che, poco distante da me, c’era un concorrente forte ed io gli risposi: “ho sempre rispettato i miei impegni con voi? Ed allora va bene così, ai problemi di lavoro ci penso da solo”»), la giornata di Carmelo Marchese gira intorno alla sua attività ed a chi passa dal negozio.

«Mi alzo alle 6.30 nonostante capiti di fare tardi la sera – ha aggiunto – visto che per motivi di lavoro non riesco mai a cenare prima delle 20.30: sembra strano che in un paese così piccolo ci sia tanto da fare, ma ho ordini che non si fermano mai. A qualcuno ho già detto che dovrà aspettare anche sei mesi per riavere il suo orologio da quante cose devo fare».

Lo stesso Marchese ha visto come Campo Tizzoro, nel suo piccolo, sta provando a rialzarsi e rigenerarsi. «Devo dire che negli ultimi anni la vita in paese è cambiata – ha detto – perché c’è più vitalità, ci sono nuovi spazi per aprire attività lavorative e le associazioni si danno un gran d’affare: questo non può che farmi piacere, anche se vivo tutto di riflesso e non direttamente visto che la mia abitazione, dal lontano 1979, è a Maresca».
Una botta di gioventù che vorrebbe dare anche al suo negozio: c’è già l’annuncio che vuole cedere l’attività alla fine del 2019. Ma sarà davvero così?
«Sono serio – ha concluso Carmelo Marchese – ho i miei acciacchi e non ce la faccio più. Poi che c’entra, ci sarà sempre la gente che verrà a casa a chiedermi un aiuto e sarò disponibile anche perché oramai so che i miei attrezzi me li porterò nella tomba. Avrei piacere che, in questo periodo, qualcuno si facesse avanti per rilevare l’attività e proseguire nella tradizione del negozio specie se giovane: in quel caso sono disposto ad insegnare gratuitamente il mestiere, basta trovarsi d’accordo su tutto il resto».

Perché da un lato è realista ma, dall’altro, non vorrebbe mollare la presa per quella che è sempre stata la sua vita.
Il tempo, però, scorre via senza accorgersene, ridestati soltanto da un “cucu” piuttosto che dal ticchettio di una vecchia sveglia degli anni Quaranta. E’ il momento di andare. «Quando passate di qua fermatevi, anche soltanto per un saluto» così Carmelo dice ai suoi clienti. E, non a caso, il via vai è continuo.

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