Indagini sul cubo nero

Avvisi di garanzia per il “cubo nero”: due indagati a Firenze

Due membri della commissione paesaggistica di Firenze sotto inchiesta per falso ideologico

Avvisi di garanzia per il “cubo nero”: due indagati a Firenze

L’inchiesta della Guardia di Finanza e dei Carabinieri sul cubo nero, situato presso l’ex teatro comunale di Firenze, ora trasformato in complesso residenziale di lusso, ha prodotto i primi risultati. Attualmente, sono due gli indagati, entrambi accusati di falso ideologico.

Questi avvisi di garanzia segnano l’inizio di un fascicolo aperto la scorsa estate, quando il controverso cubo nero è emerso nello skyline fiorentino, suscitando l’indignazione di molti cittadini. La sua forma e il suo colore, dopo essere stati nascosti per mesi, sono apparsi in tutto il loro inquietante splendore ad agosto, in una città afflitta dal caldo soffocante, ma ancora attenta alle storture urbanistiche.

Gli indagati sono due membri della commissione paesaggistica: l’architetto responsabile del progetto e un alto funzionario della Soprintendenza di Firenze, che ha gestito l’istruttoria e il rilascio dei pareri paesaggistici. La Procura di Firenze ha ipotizzato per loro l’accusa di falso ideologico in atto pubblico.

Si prevede che altri indagati possano essere identificati nei prossimi giorni, con la possibilità di ulteriori contestazioni riguardanti la normativa edilizia. L’accusa di falso ideologico si concentra su eventuali attestazioni non conformi ai risultati effettivi.

Dopo la risonanza del caso nell’agosto scorso, a settembre le Fiamme Gialle e i Carabinieri hanno acquisito documenti presso la Soprintendenza e Palazzo Vecchio, focalizzandosi sull’iter che ha portato alla demolizione dell’ex Comunale e alla costruzione dei tre blocchi adibiti ad attività alberghiera e ‘serviced apartments’.

Le indagini si concentrano sui pareri espressi dai dirigenti e dal soprintendente di allora, Andrea Pessina, riguardanti metrature, forme, colori e vincoli culturali dell’intero progetto di riqualificazione. È inclusa anche la commissione paesaggistica del Comune, che avrebbe dovuto vigilare sul processo di valutazione dell’impatto ambientale e urbanistico.

La Procura dovrà affrontare un compito lungo e complesso, analizzando meticolosamente documentazione vasta per accertare eventuali abusi edilizi o violazioni delle norme di tutela dei beni culturali. Al momento, le committenti attuali e precedenti del progetto non sono coinvolte nell’azione investigativa.