Oltre 60 mila euro il bottino

Arrestati ladri seriali, agivano in provincia

Firenze, Girone e Caldine (Fiesole), Sieci (Pontassieve), San Casciano in Val di Pesa e Impruneta

Arrestati ladri seriali, agivano in provincia
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Firenze, Girone e Caldine (Fiesole), Sieci (Pontassieve), San Casciano in Val di Pesa e Impruneta. Sono alcuni dei posti dove ha colpito la banda di due albanesi. Dal 9 all'11 febbraio la coppia ha messo a segno ben 9 furti.

Oltre 60mila mila euro il bottino di questi mesi. Orologi di lusso (Baume et Mercier, Rolex, Lorenz), soldi nonché numerosi preziosi e beni di famiglia (braccialetti, collane, anelli, profumi, borse di lusso).

Agivano nel pomeriggio e sera

La fiorente attività degli indagati, entrambi disoccupati, spostandosi agevolmente in provincia, non conosceva orari. Si tratta due cittadini albanesi di 41 e 30 anni, entrambi disoccupati.

I ruoli erano ben divisi così come l'organizzazione. Spregiudicati, li hanno definiti gli inquirenti. Si appostavano per studiare le vittime e i loro movimenti. Le case dovevano essere vuote per evitare spiacevoli incontri.

Il 41enne era l'autista che attendeva il complice poco distante dall'abitazione di turno. Il 30enne, invece, più agile rispetto al primo, si introduceva negli appartamenti. Alcune volte si è anche arrampicato nelle grondaie o aiutandosi con altri elementi architettonici.

A incastrarli i filmati e le testimonianze

E' stata una indagine minuziosa quella degli uomini dell'Arma. Filmati dei sistemi di videosorveglianza, lettori targhe delle aree interessate, testimonianze sia delle vittime che dei vicini alcune volte. A incastrare il duo anche un'impronta di una scarpa lasciata in un cuscino di una delle case colpite, ritrovata poi nell'appartamento di uno dei due indagati.

" I delitti e le aggravanti contestate al duo sono ricettazione e furto continuato in concorso, aggravato dalla violenza sulle cose e dall’aver adoperato destrezza",  scrivono gli inquirenti. Agli indagati, detenuti al carcere di Sollicciano, sono stati ritrovati, oltre alla refurtiva, numerosi arnesi: flessibili, tronchesi, martelli, torce, ricetrasmittenti.

Come detto, gli indagati sono stati accompagnati alla casa circondariale di Firenze-Sollicciano. Il procedimento penale nei loro confronti è tuttora pendente in fase di indagini e l’effettiva responsabilità sarà vagliata nel corso del successivo processoA

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