dal kimono al saio

Dall'oro mondiale alla preghiera: la storia di suor Elena

"La scelta di ritirarmi è stata una scelta mia. Mi sono ritrovata questa medaglia e mi sono detta ‘la mia vita è tutta qui?’."

Dall'oro mondiale alla preghiera: la storia di suor Elena
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Elena Tuccitto prima è stata un'atleta che ha portato sul tetto del mondo l'Italia del karate, poi ha scelto il saio, la preghiera e soprattutto la solidarietà. Ha lasciato il fidanzato e ha seguito la sua vocazione.

Dall'oro mondiale alla preghiera, dal kimono al saio: la storia di suor Elena

Dal combattimento sul tatami alla “battaglia” quotidiana a fianco dei più deboli, tendendo una mano a chi è in difficoltà, come ha fatto e hanno ricordato i giornali locali all'epoca, suor Elena ai tempi del Covid nel 2020.

Bibbienese, campionessa del mondo di karate, con una laurea magistrale in Scienze Motorie Preventive e Adattate oltre che un diploma in Teologia Spirituale, che ha deciso 20 anni fa di dedicarsi completamente a Dio.

A Terlizzi (dove si trova la sede della Fraternità che è presente anche nell'Aretino, al Santuario delle Madonna delle Vertighe) sor Elena, a fianco dei suoi confratelli e delle sue consorelle, si dedica alla solidarietà “a 360 gradi”. “Sempre con lo spirito del combattente”, racconta.

"La scelta di ritirarmi è stata una scelta mia. Ho veramente dato tanto, ho vinto diversi titoli italiani prima di ricevere le prime convocazioni in Nazionale, anni in cui avevo abbandonato l’idea di farmi suora anche perché nel frattempo avevo iniziato con quest’uomo una relazione. L’obiettivo si era dunque spostato sulla creazione di una famiglia. Poi quando sono arrivata a vincere l’oro, dopo il bronzo e l’argento, quando ho raggiunto quello che volevo ho assaporato... la delusione del risultato umano. Mi sono ritrovata questa medaglia e mi sono detta ‘la mia vita è tutta qui?’. Avevo il mio lavoro di insegnante di educazione fisica a scuola, avevo una palestra, avevo un bel giro, e credevo che la mia vita fosse realizzata. Però negli occhi di mia sorella avevo trovato un’altra risposta... E allora ti dici ‘io la pace ce l’ho quando vivo in quella dimensione’; con lei facevo pellegrinaggi a Lourdes, a Medjugorje, dove sperimentavo il riempimento di un vuoto che il mondo non riusciva a colmare. E lì che ho conosciuto la mia Fraternità, questa comunità meravigliosa".

La fede

"Fin da piccola ho sempre percepito forte la presenza di Dio nella mia vita. Mi ricordo che alle Elementari, nel mio diario, scrissi una lettera al Padre dicendo che mi volevo sposare con Gesù e che la mia anima sarebbe stata solo sua. Fino alla prima adolescenza volevo essere una suora, la ‘sposa di Gesù’. I miei modelli erano la Madonna e San Francesco.

Noi partiamo dal presupposto che la spiritualità cristiana ci insegna a comprendere che il mondo, la natura, il tuo corpo, l’altro, sono mezzi con i quali tu puoi realizzare la tua identità di essere umano e puoi riscoprire la coscienza di te come persona che ha conseguente dignità e diritti, una libertà che Dio ti ha dato. Il dono dei ‘fratelli’, di un ambiente, perché ti rende sereno? Perché c’è una chiamata e in questo lo sport mi ha dato sicuramente un aiuto. Negli sport da combattimento quando entri nel quadrato e ti trovi con l’altro, sai che devi rispettarlo. Il karate ti insegna ‘vinca il migliore’ e questo adattamento continuo verso l’altro, questa ‘danza’, e il sapere che non puoi fare male all’altro, ma che comunque vuoi vincere quella medaglia, è tutto un gioco che negli anni ti educa a una convivenza pacifica, che poi realizza la persona. La sfida più bella è iniziare a capire che l’altro lo devi ascoltare, prima che con le tue orecchie con il tuo cuore, liberarti dai pregiudizi".

 

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