Sospensione richiesta

CNR, nuovo rinvio per il dispositivo a Libera

La 55enne affetta da sclerosi multipla teme che le ragioni siano politiche

CNR, nuovo rinvio per il dispositivo a Libera

Il 18 febbraio rappresenta il termine ultimo fissato dal tribunale di Firenze per il CNR per consegnare a Libera, un nome di fantasia per una 55enne toscana malata di sclerosi multipla, il dispositivo necessario per il suicidio assistito. Questo strumento le permetterebbe, attraverso un comando oculare, di ricevere il farmaco per il fine vita.

Tuttavia, il CNR ha ottenuto oggi, martedì 17 febbraio, una proroga tecnica di 15 giorni dal giudice, giustificata dalla necessità di ulteriori controlli e verifiche di sicurezza. Il test finale a casa di Libera, originariamente previsto per lunedì 16 febbraio, è quindi slittato.

La nuova scadenza è ora fissata per il 5 marzo. La 55enne ha commentato: “Sperano che rinunci al mio diritto o che il tempo renda inutile ogni decisione”, in una nota dell’ associazione Coscioni che ha divulgato la proroga.

“Ogni ulteriore rinvio – ha dichiarato Libera – alimenta il timore che le motivazioni non siano solo tecniche, ma di natura politica. Il tempo che passa aggrava le mie sofferenze e rende ogni giorno di attesa sempre più difficile da sopportare. Ribadisco con fermezza che sono determinata a esercitare il diritto che mi è stato riconosciuto.”

Libera ha quindi chiesto che il macchinario venga messo a sua disposizione senza ulteriori ritardi, in conformità con quanto disposto dal giudice. “La mia condizione è nota e non ritengo necessario ripeterla. Chiedo semplicemente che non vengano aggiunti altri ostacoli o rinvii e che si proceda senza ulteriori dilazioni”.

Filomena Gallo, coordinatrice del collegio di difesa di Libera e segretaria nazionale dell’associazione Coscioni, ha commentato: “È ora indispensabile garantire l’esecuzione tempestiva del provvedimento, nel rispetto delle decisioni dell’autorità giudiziaria e dei diritti della persona coinvolta.”

Marco Cappato, tesoriere dell’associazione, ha aggiunto: “La richiesta di rinvio equivale a infliggere 15 giorni in più di tortura a Libera. Come lei stessa ha detto, sperano che rinunci a un suo diritto o che muoia prima. Ci prepariamo a rispondere con azioni nonviolente a ulteriori rinvii ingiustificabili.”