Per un hotel o un bed and breakfast, riqualificare un immobile esistente non significa necessariamente affrontare una ristrutturazione completa. Oltre agli interventi strutturali e all’ammodernamento degli impianti, oggi è possibile migliorare il funzionamento dell’edificio attraverso una gestione più intelligente dell’energia, adattando climatizzazione, illuminazione e altri servizi alle reali condizioni di utilizzo della struttura.
È un tema particolarmente rilevante in Toscana, dove molte attività ricettive operano all’interno di edifici storici o progettati originariamente per funzioni diverse e successivamente convertiti all’ospitalità. In questi contesti, la building automation rappresenta uno strumento di riqualificazione progressiva: non sostituisce gli interventi di efficientamento quando necessari, ma consente di integrare, supervisionare e gestire gli impianti attraverso un’unica piattaforma, ottimizzandone il funzionamento e migliorando il controllo dell’intero edificio.
Riqualificare significa valorizzare ciò che già esiste
In una struttura tradizionale climatizzazione, illuminazione, accessi e sistemi di sicurezza possono funzionare separatamente. Il personale è quindi chiamato a controllare più dispositivi, mentre le regolazioni non sempre seguono l’effettiva occupazione delle camere.
Un sistema di supervisione permette invece di riunire le principali funzioni in un’unica interfaccia. Dopo il check-out, per esempio, la temperatura della stanza può essere riportata automaticamente su un livello di mantenimento. Prima dell’arrivo dell’ospite, l’ambiente può essere preparato senza lasciare l’impianto acceso alla massima potenza per l’intera giornata. Sensori di presenza e contatti alle finestre possono inoltre evitare che climatizzazione e illuminazione rimangano attive quando non servono.
Il risultato atteso non riguarda soltanto la riduzione degli sprechi. Una regolazione più puntuale può migliorare la stabilità della temperatura, rendere più semplice il controllo delle camere e segnalare tempestivamente eventuali anomalie. I benefici effettivi dipendono comunque dalle condizioni iniziali dell’edificio, dalle abitudini di utilizzo e dalla corretta configurazione del sistema: per questo è opportuno partire da un’analisi tecnica e dai dati disponibili.
Un intervento modulare, non necessariamente una trasformazione totale
La percezione che la building automation richieda sempre investimenti molto elevati deriva spesso dall’associazione con grandi edifici di nuova costruzione. Nella riqualificazione dell’esistente, invece, il progetto può essere sviluppato in modo progressivo, individuando prima le funzioni che offrono i maggiori benefici dal punto di vista operativo, gestionale ed energetico.
Una struttura ricettiva può scegliere di partire dalle esigenze considerate prioritarie, come la gestione della climatizzazione, il controllo degli accessi o il monitoraggio dei consumi, per poi estendere progressivamente il sistema ad altre funzioni. Con la stessa piattaforma è infatti possibile integrare nel tempo illuminazione, contabilizzazione energetica, allarmi tecnici, aree comuni e il collegamento con il gestionale alberghiero, accompagnando l’evoluzione della struttura senza dover ripensare l’intero impianto.
Anche la compatibilità con gli impianti già installati è determinante. Una piattaforma capace di comunicare con protocolli e tecnologie differenti può ridurre la necessità di sostituire componenti ancora efficienti, purché questi siano tecnicamente integrabili. La fattibilità deve essere verificata attraverso un sopralluogo: non tutti gli edifici e non tutti gli impianti permettono infatti lo stesso livello di recupero.
In questo ambito opera BIGStudio, piattaforma italiana per la building automation sviluppata da Building Intelligence Group. Il software è progettato per integrare impianti e tecnologie che utilizzano protocolli di comunicazione differenti, consentendo di supervisionare e gestire climatizzazione, illuminazione, controllo degli accessi, allarmi e consumi attraverso un’unica piattaforma, sia in presenza sia da remoto. Nelle strutture ricettive può inoltre integrarsi con i software gestionali, sincronizzando alcune funzionalità con le operazioni di check-in, check-out e con lo stato di occupazione delle camere.
Quali incentivi valutare nel 2026
Non esiste un unico “bonus domotica” valido per ogni struttura. L’ammissibilità dipende dalla dimensione dell’investimento, dalla tipologia delle spese, dalle caratteristiche dell’impresa e dal miglioramento energetico ottenuto. Per questo è importante verificare i requisiti prima di ordinare gli impianti o iniziare i lavori.
Una delle opportunità più vicine alle imprese del territorio è il Bando sostegno PMI Turismo della Regione Toscana, aperto alle piccole e medie imprese del settore. La misura riguarda programmi compresi tra 70.000 euro e 5 milioni di euro e prevede sovvenzioni destinate ad abbattere gli interessi e le commissioni di garanzia dei finanziamenti. Per i progetti classificati come “green”, comprendenti investimenti materiali e immateriali legati anche all’efficienza energetica e alla transizione digitale, l’abbattimento degli interessi può arrivare al 90%.
Per gli interventi di maggiore dimensione è attivo GreenTour, promosso dal Ministero del Turismo e gestito da Invitalia. La misura accetta domande dal 15 luglio al 15 settembre 2026 e finanzia programmi tra uno e 15 milioni di euro. Almeno il 51% delle spese deve riguardare interventi principali di efficienza energetica o produzione da fonti rinnovabili; tra gli investimenti collegati possono rientrare automazione, misurazione intelligente e digitalizzazione. L’agevolazione combina contributo a fondo perduto e finanziamento agevolato.
Per investimenti più circoscritti in hardware, software, impianti e tecnologie digitali, le PMI possono valutare anche la Nuova Sabatini, rifinanziata per il biennio 2026-2027. I finanziamenti ammissibili vanno da 20.000 euro a 4 milioni di euro, ma ogni bene deve essere nuovo, autonomamente funzionale e collegato all’attività svolta. La riconducibilità di un sistema di automazione alle categorie agevolabili deve quindi essere verificata sul progetto concreto.
Il Conto Termico 3.0 può invece sostenere specifici interventi di piccole dimensioni per l’efficienza energetica e la produzione di energia termica da fonti rinnovabili, con incentivi che, nei casi previsti, possono raggiungere il 65% delle spese ammissibili. Anche in questo caso non tutte le componenti tecnologiche sono automaticamente finanziabili: occorre distinguere gli interventi termici ammessi dagli eventuali sistemi complementari di controllo.
Considerare nel loro insieme investimento, incentivi e benefici consente di valutare la building automation in modo più completo, superando il luogo comune che la vede adatta esclusivamente ai grandi alberghi. Una progettazione modulare, integrata con gli impianti già presenti, rende infatti possibile riqualificare anche strutture esistenti con interventi sostenibili, migliorando comfort, efficienza e qualità della gestione, senza interventi invasivi.