Scontri al liceo Michelangiolo

Scontri al liceo Michelangiolo: prosciolti i militanti di Azione studentesca

Il giudice chiarisce che non ci fu aggressione unilaterale, ma uno scambio di colpi tra studenti.

Scontri al liceo Michelangiolo: prosciolti i militanti di Azione studentesca

Non si è trattato di una “riunione per picchiare” ma di una “confusione colluttazione”. Questa è la conclusione a cui è giunto il giudice del tribunale di Firenze, che ha motivato il proscioglimento dei due militanti di Azione studentesca, accusati di aver aggredito degli studenti del SUM, un’associazione di sinistra, la mattina del 18 febbraio 2023 davanti al liceo Michelangiolo.

Il magistrato ha escluso non solo l’aggravante di aver agito in gruppo, ma anche quella dei futili motivi.

In assenza della querela delle vittime, è venuta meno anche la condizione di procedibilità, poiché il reato di lesioni semplici non è perseguibile d’ufficio.

All’interno del liceo Michelangiolo, è attivo il collettivo politico SUM, di ispirazione radicale e antifascista, mentre gli attivisti di Azione studentesca rappresentano posizioni di destra.

La mattina del 18 febbraio, durante la distribuzione dei volantini, alcuni studenti del SUM hanno iniziato a offendere gli imputati e a ostacolare l’attività di volantinaggio, manifestando il loro dissenso non solo verbalmente, ma anche avvicinandosi fisicamente e con veemenza, strappando i volantini e gettandoli via per impedire la propaganda politica. Le condotte violente di entrambe le parti sono scaturite dalla contrapposizione delle idee politiche.

Riguardo alle aggravanti, il giudice ha affermato che la motivazione politico-ideologica non può essere considerata un motivo “futile”. Inoltre, riguardo alla presenza di più persone, il giudice ha sottolineato che la presenza degli imputati non ha in alcun modo annullato né ridotto la possibilità di reagire e difendersi degli studenti del Michelangiolo, che erano sicuramente in numero superiore rispetto ai militanti di Azione studentesca.