Visita nei campi Saharawi

Due consigliere in missione nei campi profughi Saharawi

Martina Ricci e Cecilia Bandini rappresentano il Comune di San Casciano nella missione istituzionale nei territori gemellati

Due consigliere in missione nei campi profughi Saharawi

Martina Ricci, consigliera comunale con delega alle Politiche giovanili, e Cecilia Bandini della Consulta dei Giovani stanno partecipando a una missione istituzionale nei campi profughi Saharawi, attualmente in corso e organizzata dal Comitato Selma 2.0. Ricci ha dichiarato: “Abbiamo visitato diverse province – Ausserd, Smara, Dahkla – nell’ambito del progetto EPI-DIA, sostenuto dal comitato Selma 2.0 e da Saharawi insieme Odv. Questo progetto è dedicato a famiglie con bambini affetti da epilessia o diabete, e prevede la fornitura di farmaci e un supporto economico”.

Le due rappresentanti del Comune hanno avuto l’opportunità di incontrare i funzionari di Mahbes, comune gemellato con San Casciano dal 7 aprile 1996. “In occasione del trentesimo anniversario del nostro legame – prosegue Martina Ricci – abbiamo rinnovato il patto di amicizia a sostegno della causa Saharawi. Ci impegniamo a sensibilizzare l’opinione pubblica, promuovere informazioni e accogliere la delegazione Saharawi, come facciamo ogni anno con i gruppi di bambini, piccoli ambasciatori di pace, che trascorrono un periodo estivo nel nostro territorio”. La missione si concluderà con la celebrazione di un anniversario significativo: i 50 anni della Repubblica Araba Saharawi Democratica (RASD), evento al quale parteciperanno Ricci e Bandini come membri della delegazione italiana.

“Il legame istituzionale tra il nostro paese e il popolo Saharawi – afferma il sindaco Roberto Ciappi – è un percorso di solidarietà internazionale che continueremo a perseguire, coinvolgendo i giovani del nostro territorio. Questo impegno mira a sostenere il diritto all’autodeterminazione di questo popolo e a confermare la nostra relazione con la Repubblica Araba Saharawi Democratica. È fondamentale mantenere alta l’attenzione su un conflitto che non deve essere dimenticato, sostenuto da un dialogo interculturale che rispetti i diritti umani universali e la dignità di un popolo in esilio da oltre cinquant’anni”