Uscita dal carcere

Condannato a 5 anni per la morte del padre, non voleva ucciderlo: torna a casa

Pena per omicidio colposo a carico di un imprenditore 57enne

Condannato a 5 anni per la morte del padre, non voleva ucciderlo: torna a casa

Non maltrattò il padre fino a causarne, senza volerlo, il decesso.

Altre condotte colpose del figlio, tuttavia, hanno portato alla morte dell’84enne, un anziano di 110 chili affetto da infermità.

Questa è la decisione del giudice di Firenze Anna Liguori, che ha condannato in rito abbreviato a 5 anni l’imprenditore Giampiero Burattini per omicidio colposo, aggravato dalla previsione dell’evento, escludendo l’accusa più grave di maltrattamenti seguiti da morte.

Il giudice ha disposto anche la revoca immediata della detenzione.


L’anziano padre, 84 anni, fu trovato senza vita nella sua abitazione a Scandicci il 27 gennaio 2025.

L’autopsia ha rivelato che il decesso era compatibile con un’asfissia, probabilmente dovuta a difficoltà nei movimenti.

Fu Burattini a informare la compagna della morte del padre, e fu lei a contattare le forze dell’ordine.

All’arrivo dei carabinieri, il pensionato era adagiato nel letto con diversi lividi sul corpo, ma il figlio, che si era preso cura di lui nelle settimane precedenti, non era presente, dopo che circa un mese prima l’84enne aveva rifiutato l’assistenza di una badante.

Burattini, già condannato per la morte della madre, ha temuto l’arresto e, dopo aver vagato per due giorni in Italia, è tornato a Firenze.

Mercoledì 1 aprile, ha partecipato al processo assistito dai legali Samuel Stampigli e Marina Grasso.

Nel pomeriggio, è uscito dal carcere di Sollicciano e ha fatto ritorno a casa.

L’imprenditore, 57 anni, è stato anche assolto dall’accusa di utilizzo indebito del bancomat e della carta di credito intestati al genitore, un elemento emerso durante le indagini.

Uccise padre e figlio davanti casa a Sesto Fiorentino

Nel dicembre 2024, Burattini era stato condannato dalla corte di assise di Firenze a 6 anni e 8 mesi per omicidio preterintenzionale, in relazione alla morte della madre, causata da un suo gesto violento.

Questa sentenza è stata confermata dai giudici della corte di appello di Firenze meno di un mese fa.

Si evidenzia che Burattini è tornato in libertà poiché non ha ancora subito una condanna definitiva.