I legali dei parenti di Mario Vanni, deceduto nel 2009 e uno dei “compagni di merende” del Mostro di Firenze, condannato all’ergastolo per quattro dei duplici delitti, si apprestano a presentare un nuovo ricorso alla Cedu. Questo dopo aver esaminato le motivazioni con cui la Cassazione ha respinto, il 6 febbraio scorso, il loro appello contro una sentenza della corte di appello di Genova che aveva negato la revisione del processo.
Le reazioni degli avvocati
“Abbiamo appreso delle motivazioni della Cassazione sul nostro ricorso per la revisione della sentenza riguardante il Mostro di Firenze. Non condividiamo nulla – commentano gli avvocati Valter Biscotti e Antonio Mazzeo -, anzi, notiamo che la Cassazione ha abbandonato un orientamento consolidato da oltre dieci anni. Questo porta a un apparente intoccabilità delle indagini sul caso, senza mettere in discussione cinquant’anni di processo e indagini lasciando tutto invariato”.
“Noi non concordiamo con questa decisione – ribadiscono – ma stiamo già lavorando su due fronti: 1) un ricorso alla Cedu; 2) un nuovo ricorso per revisione, poiché abbiamo ulteriori ‘cartucce’ da utilizzare in un eventuale giudizio di revisione in aula. È certo, non ci arrendiamo e non è finita qui”.
Il ricorso e la consulenza scientifica

Il ricorso era stato presentato contro la decisione della corte d’appello di Genova, che ha dichiarato inammissibile la richiesta di revisione della condanna all’ergastolo di Mario Vanni, accusato di quattro delitti dei otto attribuiti al Mostro di Firenze, identificati attraverso l’uso della stessa pistola Beretta calibro 22.
La richiesta di revisione si basa su una consulenza di entomologia forense che, analizzando le larve sui cadaveri, anticiperebbe di circa due giorni la data dell’ultimo delitto della serie, quello degli Scopeti avvenuto nel settembre 1985.
Questo dato, ottenuto tramite tecniche scientifiche recenti, potrebbe modificare le ricostruzioni e le testimonianze consolidate fino ad oggi, relative al ritrovamento casuale dei corpi di Nadine Mauriot, 36 anni, e Jean Michel Kraveichvili, 25 anni, il 9 settembre 1985.