Vittoria del No

Referendum sulla giustizia in Toscana: il No prevale con alta affluenza

Con oltre il 58% contro la riforma e una partecipazione che supera il 66%, il fronte contrario vince in tutte le province e nei capoluoghi.

Referendum sulla giustizia in Toscana: il No prevale con alta affluenza

La piazza della Signoria ha festeggiato ieri il trionfo del No al referendum. Contrariamente a quanto previsto, il voto si è rivelato più accessibile di quanto si pensasse.

Con un’affluenza alle urne del 66,27% – seconda in Italia dopo l’Emilia-Romagna – e un risultato netto di 58,16%, la Toscana si è confermata uno dei pilastri della vittoria del fronte contrario alla riforma costituzionale sulla giustizia.

Il centrosinistra attribuisce il successo al cosiddetto campo progressista, che ha visto la partecipazione attiva di professori, avvocati e magistrati, insieme ai giovani della generazione Z, mobilitati nelle scuole e università. Gli esperti di flussi elettorali sostengono che questa mobilitazione ha contribuito a superare le aspettative sul referendum.

Analizzando i dati toscani, oltre un milione di cittadini ha votato No, un risultato che ha visto il fronte contrario prevalere in tutte le dieci province e nei comuni capoluogo.

Risultati nei capoluoghi

Tra i capoluoghi, Livorno si distingue con il 67,32%, seguita da Firenze, dove il No ha raggiunto il 66,57%. In diversi comuni dell’hinterland, la percentuale ha superato il 70%.

Anche in altri capoluoghi governati dal centrodestra si registrano risultati significativi: Pisa con il 64,16%, Pistoia al 59,08%, Siena al 58,30%, Massa al 56,20% e Lucca al 54,90%. In Arezzo e Grosseto, il distacco è più contenuto, rispettivamente al 51,01% e 50,94%. A Prato, commissariata dopo le dimissioni della sindaca Pd Ilaria Bugetti, il No ha ottenuto il 54,44%.

Questi risultati non sono solo numeri: con le elezioni amministrative in arrivo in comuni strategici per il centrosinistra, come Prato e Pistoia, potrebbero avere importanti ripercussioni sul piano politico.