La questione riguarda un presunto danno erariale che, secondo la Guardia di Finanza e la Corte dei Conti, sarebbe derivato dalla vendita di migliaia di biglietti per i musei fiorentini a un prezzo superiore a quello stabilito. Gli incassi, infatti, sfiorano i dieci milioni di euro.
Gestione della biglietteria
Al centro della controversia c’è la gestione della biglietteria, affidata negli anni scorsi a Opera Laboratori Fiorentini, una società attiva da circa trent’anni nei servizi per i beni culturali. Fino al 2025, Opera si è occupata della vendita dei ticket per le Gallerie degli Uffizi, fornendo un servizio esterno regolato da concessioni che stabiliscono i prezzi dei biglietti.
Le contestazioni
Secondo quanto riportato dalla Corte dei Conti, anticipato sulle pagine fiorentine di Repubblica, tra il 2022 e il 2024 alcuni biglietti sarebbero stati venduti online a prezzi superiori rispetto a quelli concordati con i musei e con il ministero della Cultura. La vendita sarebbe avvenuta attraverso portali che offrivano servizi aggiuntivi a costi diversi da quelli previsti.
Questa disparità tra il prezzo pagato dai visitatori e quello incassato dallo Stato costituirebbe il presunto danno erariale, stimato in 9 milioni e 713 mila euro. Le indagini hanno escluso responsabilità dirette dei poli museali, puntando invece su «una rete commerciale realizzata in via di fatto dal concessionario del servizio biglietteria».
La difesa di Opera Laboratori
Opera Laboratori respinge le accuse, affermando di aver sempre versato allo Stato le somme dovute e attribuendo le contestazioni a operazioni svolte da tour operator esterni.
Nel frattempo, l’atto di citazione della Corte dei Conti è stato notificato e si attende ora la fissazione dell’udienza.