In occasione del secondo anniversario della morte di Mattia Giani, calciatore del Castelfiorentino e residente a San Miniato, inizierà una superperizia sul suo cuore. Giani si accasciò durante una partita di Eccellenza sul campo del Lanciotto Campi, morendo il giorno successivo all’ospedale di Careggi.
Controversie sulle perizie
La decisione di procedere con l’incidente probatorio è stata presa a causa delle incertezze e dei contrasti emersi dalle conclusioni di due precedenti consulenze. La prima, commissionata dalla procura e firmata dal professor Fiorenzo Gaita, noto per aver analizzato anche il cuore del capitano della Fiorentina, Davide Astori, e la seconda, richiesta dalla famiglia Giani, che ha incaricato altri esperti tramite il legale Duccio Baglini.
L’accertamento giudiziario
Il giudice per le indagini preliminari, Roberta Di Maria, ha accolto la richiesta del pubblico ministero Alessandro Moffa, ordinando un accertamento che influenzerà l’andamento dell’inchiesta. L’indagine ipotizza il reato di omicidio colposo nei confronti di tre individui: un ex dirigente del Lanciotto, la società di Campi Bisenzio che ha ospitato la partita, e due medici sportivi con studi a Empoli e Cascina. Successivamente all’incidente probatorio, potrebbe avviarsi un processo o, in alternativa, potrebbe essere disposto un non luogo a procedere.
La cardiopatia aritmogena
Mattia Giani era affetto da cardiopatia aritmogena del ventricolo sinistro. Tuttavia, la consulenza della procura ha individuato “plurimi profili di colpa in capo ai soggetti indagati”, escludendo però la presenza di un valido nesso causale tra tali condotte e il decesso di Giani. Il pubblico ministero Moffa ha definito tali conclusioni “non pienamente convincenti, parzialmente contraddittorie e legittimamente criticate” dai consulenti della famiglia.