Il terziario toscano termina il 2025 con un freno a mano tirato, evitando una caduta in recessione.
È un quadro di grande prudenza quello che scaturisce dall’ultima indagine realizzata da Confcommercio Toscana e Format Research. Nella seconda metà dell’anno si è assistito a un rallentamento dei ricavi e a una leggera contrazione dell’occupazione, ma le imprese guardano ai primi mesi del 2026 con un cauto ottimismo.
Imprese: meno aperture, ma anche meno chiusure
Il tessuto imprenditoriale della regione mostra segni di consolidamento. Alla fine del 2025, le imprese extra-agricole attive in Toscana superano le 250mila, con il terziario che ne rappresenta oltre il 63%. Se da un lato si osserva una diminuzione delle nuove aperture (6.980 rispetto alle 7.414 del 2024), dall’altro si registra una riduzione significativa delle cessazioni, che scendono sotto quota 10mila. Sebbene il saldo finale rimanga negativo (-2.877), questo segna un netto miglioramento rispetto al passivo di oltre 3.500 unità dell’anno precedente.
Frenata congiunturale e aspettative per il 2026
Il calo dei ricavi alla fine dell’anno non sembra preoccupare i leader del settore. Le previsioni per il primo semestre del 2026 suggeriscono un recupero dell’attività economica, in gran parte sostenuto dal comparto turistico e dalla provincia di Firenze. Anche sul fronte occupazionale, nonostante la flessione degli ultimi mesi, i settori della ristorazione e ricettività prevedono nuove assunzioni a breve termine. Tuttavia, rimane una sfida importante rappresentata dai costi: la pressione dei prezzi dei fornitori continua a influenzare i margini aziendali.
Situazione del credito
Dal punto di vista finanziario, il rapporto con le banche si mantiene solido. Alla fine del 2025, il 27% delle imprese toscane ha richiesto credito, un dato superiore alla media nazionale. Di queste, il 64% ha ottenuto un’accoglienza totale delle richieste di finanziamento, evidenziando una sostanziale stabilità del sistema.
Le dichiarazioni di Franco Marinoni e Aldo Cursano
“Ci troviamo in una fase di rallentamento, non di arretramento”, sottolinea il direttore generale di Confcommercio Toscana, Franco Marinoni.
“I dati mostrano prudenza più che crisi: la pressione sul tessuto imprenditoriale si sta attenuando e le aziende dimostrano una notevole capacità di adattamento nonostante i costi elevati”.
Concorde il presidente Aldo Cursano, che definisce l’attuale momento come una fase di assestamento post-pandemia:
“Il terziario continua a essere il pilastro dell’economia toscana. Per trasformare queste aspettative in crescita concreta, è necessaria una stabilità economica che sostenga gli investimenti delle imprese, vero motore dei nostri territori”.